Botta e Risposta del Dott.Brozzi: AI PROPRI AMORI

By on 6 Novembre 2013

BrozziIQ. 06/11/2013 – Buongiorno gente mia che pensate, con l’arrivo di novembre ed il freddo alle porte, siamo più dediti a pensieri reconditi che ci riportano più spesso alla mente i nostri cari estinti, io purtroppo, come chissà quante altre persone, ho perso due dei miei grandi amori già da diversi anni: mio padre e mia sorella, la quale mi ha lasciato improvvisamente e prematuramente……

Cosi sabato due novembre, come ogni anno mi sono recato al cimitero e mi è venuto in mente il sabato mattina di undici anni or sono, quando mio padre passò a miglior vita, era in coma di primo grado dal giorno precedente dal quale si destò, appena per un istante – ma per me fondamentale – intorno alle sette per chiedere a mia madre con un filo di voce: “Mario dove stà?”e fu con la voce rotta dall’emozione che prontamente io risposi: “Sono qui papà, a fianco a te”.

Lui udendo la mia voce si voltò lentamente nella direzione della voce ed i suoi occhi che si stavano ormai spegnendo, incontrarono i miei stracolmi di lacrime, poi allungò la sua mano tremante e toccò il mio viso bagnato mormorando flebilmente:”allora va bene” lasciandosi sprofondare in un sonno dal quale non si sarebbe più svegliato.

Con le sue ultime parole, papà ha colmato il vuoto che si era creato lentamente, con tutte le frasi che non ci eravamo detti fino ad allora,

da poeta come avrei potuto tradurre questi sentimenti se non con un sonetto scritto con il cuore e del quale vi faccio dono con tutto il cuore:

AI PROPRI AMORI

Da piccolo me spaurava er cimitero

Vedennolo er mausoleo da’a morte!

E’ lì drento che bono o cattivo sposi’a sorte

Ricoprennote la vita sotto n’panno nero

M’aumentanno er valore de qua corte

Oggi quann’entro non più dispero

Arispettanno fino a tar punto quer mistero

D’esse già pronto p’attraversà e dù porte

N’è forse a luce che ce’llumina la via?

La stessa che da lassù mozzica’ar core

E dopo anni, fa’ncora piagne Mamma mia

V’ho sì amati in vita, da custodì e ricordo

Co quella tenerezza e quell’amore

Che lacrimanno me fa dì:” io nun Ve scordo!”

Ma oggi gente mia, ho fatto dell’altro per voi, traducendo il mio sonetto in pensieri, mi sembrava doveroso verso chi vede la poesia anche in altre metriche, perchè il due novembre è un giorno particolare per tutti coloro che hanno perso una parte d’amore:

Rimasto era nei ricordi il camposanto

quando piccolo i sepolcri spaventato vedevo.

Perchè ognun di noi sposa il destino e tutti

ricoperti veniam da un manto nero, buoni e cattivi.

E non vi è più disperazione al mio passaggio, non vedo

il camposanto, ma una reggia per i miei cari spenti.

Ora è rispetto e preparato sono ad entrarvi.

la stessa luce che dal cielo arriva al cuore

ci illumina la via e fa piangere mamma mia.

Non si possono dimenticare I sepolcri amati in vita

e gocce di pianto scendono, bagnandomi il viso…..

Affettuosamente mario Brozzi

 

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