Benvenuto Presidente. Claudio Bisio e la Costituzione

By on 1 Aprile 2013

benvenuto-presidentedi Stefania Paradiso

IQ. 01/04/2013 – Benvenuto Presidente, nelle sale dal 21 marzo 2013, con Claudio Bisio e molti altri è un film attuale, simpatico ed ironico. Giuseppe Garibaldi, detto Peppino, è un bibliotecario col vizio delle storie e della pesca alla trota. Onesto e genuino, vive in un piccolo paese di montagna sognando un futuro migliore per il suo unico figlio, venditore rampante di un articolo sportivo. A Roma intanto destra, sinistra e centro discutono le sorti del paese e l’identità del nuovo presidente della Repubblica. A sorpresa e per provocazione viene eletto Giuseppe Garibaldi.

Generale, patriota e condottiero italiano naturalmente defunto il cui nome e cognome è stato però ereditato da almeno cinque italiani. Peppino si fregia di quel nome e dell’età giusta per ricoprire la carica di presidente. Eletto suo malgrado, viene prelevato dalle sponde del fiume e condotto a Roma. Pescatore di trote e di sogni, viene risolutamente invitato a rinunciare al mandato. Ma al momento di pronunciare il discorso alla Camera, Peppino Garibaldi avverte l’opportunità di fare qualcosa e di cambiare finalmente il suo Paese. Rifiutate le dimissioni e con l’aiuto di un’avvenente vice segretario ricomincerà dagli italiani. Riccardo Milani, regista del film, prova a smascherare i cattivi della nostra Repubblica, proponendo al Paese un programma di rieducazione civica. Il suo Presidente serve per fare satira e critica in un Paese disonesto e allo sbando, abituato a collusioni e giochi disonesti per vincere ed usare il potere. Alcune scene, fin troppo retoriche, come l’accoglienza ai senzatetto, funzionano comunque bene grazie alla verve di Claudio Bisio e alla bravura di  Kasia Smutniak, attrice che migliora sempre più e ricopre bene molti ruoli. Il cast è comunque ottimo: Beppe Fiorello nei panni di un infido politico, Piera Degli Esposti nel ruolo della madre hippie di Kasia, Remo Girone addetto stampa del Quirinale e poi Gianni Cavina  e  Omero Antonutti. In scena ci sono anche i registi Pupi Avati, Lina Wertmuller, il docente di cinema Gianni Rondolino e il super-esperto Steve Della Casa. Benvenuto Presidente fa ridere e riflettere. Simpatico ed ironico risente solo, non per sua colpa, della troppa aderenza alla realtà. A vedere la nostra situazione attuale verrebbe da pensare che sia stato scritto adesso. Milani, comunque, richiama alla responsabilità civile e lo fa usando la metafora dell’uomo qualunque costretto a capire e ricoprire il ruolo di Presidente e i gravosi compiti ad esso connessi.

 

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