Ammazza che settennato – del Dott.Brozzi

By on 27 Giugno 2013

poesieIQ. 27/06/2013 – del Dott. Brozzi

Invito chi si sente ricco e potente a rileggere attentamente la storia poichè si renderebbe conto con immediatezza che tutti i potenti amano circondarsi di “cani da caccia”. Di come alle prime schioppettate l’orda canizza, viene a perdere subito buona parte degli esemplari, i quali fuggono a braccetto con quelle fino ad allora “prede” e spernacchiando il padrone mentre lo fanno.

La storia insegna che giunge il momento in cui la caccia deve cessare e come è preferibile farsela con le prede, piuttosto che votarsi ai cani, che in quanto tali, prima o poi si rivoltano. Del resto il cane da caccia ha un solo padrone: colui che lo ha allevato. Ma oggi nessuna preda avverte la necessità di abbracciare un cane e non c’è nel mondo chi va alla ricerca di un padrone bensì di un santo a cui votarsi affinché ci porti vivi in quella Terra promessa…..a noi prede.

VOJO ‘N SE SA’ QUALE BENE A ‘N AMICO MIO.

MA PURE SI J’ARICONOSCO QUARCHE SBAJO.

SO’ UNO CHE AI MOZZICHI PREFERISCE L’ABBAIJO.

BENCHE’ NUN ME C’ARICONOSCO IN QUER FIJO.

ARIPIANNO ER DIRE DE ‘N GIOVANE EBREO PIO.

“IO CHE SO’ SENZA PECCATO NUN SCAJO.

PE’ LANCIA’ SOLO ER GNENTE” DO’ PE CONSIJO.

VERSO CHI OGGI E’ GIUDICATO RIO.

PERO’ FRATE’ DICE A TE CHE SEI “STATO”.

CHE E’ PE QUESTO CHE TE VOJO GIUDICATO.

PE’ QUER TUO RIPETE “IO NUN SO’ STATO”.

SI SOLO TU TE FOSSI FATTO PE’ NOI “STATO”.

E NON PER CIO’ CHE OGGI SEI GIUDICATO.

ALLORA T’AVREMMO DATO BEN ANTRO SETTENNATO.

Affettuosamente Mario Brozzi

Brozzi

 

 

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