Alla fine la linea del governo diventa quella della mediazione.

By on 21 Dicembre 2018

Alla fine la linea del governo diventa quella della mediazione. La linea del compromesso cercato, dopo settimane di sfida, con l’Ue per evitare la procedura di infrazione per debito eccessivo. I commissari europei danno il via libera solo quando il governo giallo-verde si impegna, nonostante i proclami dei suoi leader, a correggere il bilancio per 10,25 miliardi nel 2019, azzerando l’aumento di 0,8 punti del deficit strutturale previsto dalla prima versione della legge di Bilancio.

“Attraversare una procedura di infrazione che avrebbe messo sotto controllo i conti dell’Italia per sette anni, inutile negarlo, avrebbe avuto un costo politico molto elevato, e forse non del tutto prevedibile”, dice il presidente del Consiglio, riflettendo sulla possibilità che con un ‘no’ della Commissione si sarebbe riaperta la discussione sulla permanenza dell’Italia in Ue e nell’euro. Questo però, precisa,”non è né sarà mai un obiettivo politico di questo governo”.    Quando gli viene chiesto se può aver pesato la protesta dei gilet gialli in Francia Conte prelica: “Può avere avuto il suo peso, anche se è difficile da quantificare – evidenzia il premier -. Dalla prima cena a Bruxelles sui negoziati, quando mi sono sentito rivolgere alcune critiche contabili, ho invitato i miei interlocutori a considerare che noi avevamo davanti l’esigenza di mantenere la stabilità sociale in Italia. Ho menzionato esplicitamente al commissario Pierre Moscovici la rivolta dei gilets jaunes in Francia”. Come ha convinto Di Maio e Salvini ad abbassare i toni?

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