Alcool? No.Grazie …. L’Angolo della Psicologa

By on 5 Gennaio 2013
alcolIQ. 05.01.2013 – Ritorna l’Angolo della Psicologa di Marisa Nicolini. Vogliamo aprire un dialogo tra i lettori di Informazione Quotidiana e la nostra Psicologa. Potete proporle riflessioni e quesiti inviando una email a: redazione@informazionequotidiana.it. 

Si abbassa l’età di inizio dell’assunzione (e abuso) di bevande alcoliche, specialmente tra le ragazze, e si affacciano nuove mode: è allarme alcol in Italia!!

Durante i week-end la vendita di alcolici e superalcolici conosce impennate dell’85% nei locali frequentati da adolescenti e giovani, mentre i bar che offrono happy hours sono presi d’assalto da ragazzi e ragazze che cercano una socialità easy, disimpegnata. Ma guai a parlare loro dei rischi dell’alcolismo! Non accettano “etichette” questi ragazzi (se non quelle su bottiglie e lattine!), considerano l’omologazione verso il basso il passe-partout per la felicità, pretendono un’allegria ad orologeria in contrasto con il disagio del vivere quotidiano e allora…

Allora si rivolgono all’’aiutino’ dell’alcol fin dalla più tenera età, se è vero che fasce sempre più vaste di adolescenti si accostano alla birra e ad altre bevande alcoliche a 11-13 anni, quando l’organismo e in primo luogo il cervello non sono abbastanza maturi non solo per metabolizzare l’alcol, ma per comprenderne i terribili effetti a breve-medio e a lungo termine.

Cosa dicono i numeri

Da recenti sondaggi emerge il forte incremento nel consumo di alcolici da parte dei giovani e, a volte, anche dei giovanissimi: in Italia l’età media in cui viene bevuto il primo bicchiere è di 11-12 anni, la più bassa in Europa. Il 74% dei ragazzi tra i 15 e i 24 anni ha bevuto almeno una volta un superalcolico. Il 7% dei ragazzi dichiara di ubriacarsi almeno 3 volte a settimana.

Sembra incredibile, ma l’alcol – consumato oltre certi limiti – causa più danni dell’eroina e della cocaina. Le statistiche sono impietose: 35 mila morti ogni anno a causa della dipendenza dall’alcol, mentre i morti per eroina sono 1200; il 35% dei tossicodipendenti in Italia è anche alcol-dipendente; il 50% degli incidenti stradali è causato dal consumo di alcol.

Cosa dicono i medici

L’abuso di alcol prova danni gravissimi e spesso irreversibili: l’organismo dei più giovani, soprattutto quello delle ragazze, non è in grado di smaltire adeguatamente l’alcol, con effetti devastanti su cervello, fegato, stomaco e cuore. I primi deficit cognitivi potrebbero emergere intorno ai 35-40 anni. Oltre a questi effetti a lungo termine, si possono avere danni molto seri anche nell’immediato, come ad esempio quelli causati dall’intossicazione acuta, con collassi da alcool e coma etilico.

Per non parlare poi degli incidenti stradali, spesso mortali e anche con incolpevoli vittime.

Cosa dicono i ragazzi

Quando vengono intervistati, i ragazzi dichiarano di bere per lasciarsi andare e superare l’imbarazzo quando sono in mezzo agli altri: l’alcol li aiuta a sciogliersi, ad essere più disinibiti e socievoli.

Con un bicchiere in mano i ragazzi si sentono più sicuri e acquistano visibilità. Colpa anche della pubblicità e dell’accettazione sociale di tali consumi, davanti ai quali si tende ad essere indulgenti.

I giovanissimi, poi, sentono la necessità di trasgredire insieme ai coetanei e di infrangere i divieti posti dagli adulti per affermare la propria indipendenza. Chi corre dei rischi e disobbedisce è trendy, stimato e ammirato dai coetanei e appare più adulto e attraente rispetto a chi non osa trasgredire.

Negli ultimi anni si è pericolosamente diffusa, inoltre, l’abitudine del binge drinking, ovvero l’assunzione di 5 o più bevande alcoliche in un breve lasso di tempo, con lo scopo di ubriacarsi il prima possibile. Questa nuova moda, diffusa anche tra i giovanissimi, nasce in genere per spirito di emulazione e viene mantenuta nel tempo, ignorando gli effetti devastanti che può avere su un sistema nervoso ancora non completamente sviluppato.

Cosa dice la ricerca psicologica

La tendenza a minimizzare i rischi che si corrono sembra essere una caratteristica costante nei giovani bevitori, insieme ad una intolleranza per i limiti imposti dagli adulti e dall’autorità e ad un’idea di onnipotenza e infallibilità.

Altre caratteristiche di questi giovani sono la mancanza di autocontrollo, l’immaturità, la fragilità, l’intolleranza al dolore e alla frustrazione, la bassa autostima e la scarsa fiducia nelle proprie capacità di reagire agli eventi stressanti.

A volte (attenzione: non sempre!) sono presenti anche altri fattori psico-sociali che spingono all’uso/abuso etilico, quali la presenza di un familiare etilista, l’appartenenza a famiglie multiproblematiche, condizioni di solitudine e presenza di conflitti nel proprio ambiente di vita.

E’ per questo che i comportamenti di consumo diffusi tra i giovani richiedono una particolare attenzione e interventi mirati, data la possibilità di gravi implicazioni non solo di tipo sanitario, ma anche psico-sociale. L’uso/abuso di alcol, infatti, si trova facilmente associato con altri comportamenti a rischio: assenze scolastiche, calo del rendimento, disinibizione sessuale, aggressività e violenza, oltre alle possibili influenze negative sulle abilità sociali e sullo sviluppo cognitivo ed emotivo dei ragazzi.

Quanto prima si comincia ad assumere alcol, tanto più nefasti e duraturi saranno gli effetti.

In conclusione…

Occorre essere intelligenti, volersi bene, dare valore alla propria vita e NON INIZIARE a bere. I genitori e gli insegnanti dovrebbero adoperarsi in tal senso, per indirizzare i ragazzini e i giovani verso una ricerca di benessere più sano e rispettoso del valore della persona. Non so a voi, ma a me vedere un essere umano ubriaco evoca la sottrazione della dignità di quell’individuo da parte di una sostanza subdola e terribile: un falso amico che ben presto si rivela uno schiavista!

In Italia il legislatore ha inteso tutelare ulteriormente i giovani dai rischi connessi con l’alcol, temendone gli effetti sull’organismo in ragione della sempre più giovane età di esordio dell’assunzione. La Legge n. 189 dell’8 novembre 2012 ha stabilito, infatti, il divieto di vendita di bevande alcoliche ai minori di anni 18 e l’obbligo di richiedere il documento di identità per accertare l’età dell’acquirente.

Ma forse non è lo stesso legislatore che continua a consentire allo Stato di lucrare sulla vendita di alcolici e superalcolici!

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ALCOOL? NO GRAZIE, VOGLIO ESSERE LIBERO!!

 Dott.ssa Marisa Nicolini

La Dott.ssa Marisa Nicolini è psicologa e psicoterapeuta, abilitata all’insegnamento della Psicologia Sociale e Consulente Tecnico d’Ufficio del Tribunale di Viterbo.

Collabora, tra l’altro, con la Casa di Cura “Villa Rosa” di Viterbo e con la “Clinica Parioli” di Roma e riceve presso lo Studio di Psicologia Clinica e Giuridica in Via A. Polidori, 5 – Viterbo, cell. 3288727581, e-mail m_nicolini@virgilio.it

Collabora con le Associazioni AIAF (Avvocati di Famiglia e Minori) e Donne per la Sicurezza onlus.

Potete conoscere meglio le sue attività ai seguenti link:

[URL]www.marisanicolinipsicologaviterbo.freshcreator.com[/URL]

[URL]www.marisanicolinipsicologaviterbo.freshcreator.com [/URL]

[URL]www.psicologaviterbo.it[/URL]

[URL]http://psicologanicolini.oneminutesite.it[/URL]

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Inoltre potete seguire le sue attività consultando la pagina Facebook [URL]http://www.facebook.com/pages/Studio-di-Psicologia-Clinica-e-Giuridica-Drssa-Marisa-Nicolini/177076385739068?ref=ts&fref=ts[/URL]

 

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