Alcol e giovani, due facce della stesa medaglia

By on 18 Ottobre 2018

L’uso di alcol tra i giovani è aumentato negli ultimi anni a causa di un fenomeno che prende il nome di binge drinking , cioè l’uso di eccessive  quantità alcoliche, 5 o 6 bicchieri alcolici con l’intenzione di ubriacarsi  in un’unica occasione, tant’è che nell’ultimo decennio si è assistito ad un aumento graduale del consumo di sostanze alcoliche da parte dei giovani, adolescenti e pre-adolescenti, incremento sottoposto all’influenza di influssi mediatici, pressioni sociali, mode e anche vizi della società.

Perché i giovani fanno uso di sostanze alcoliche?Alcuni studi di settore hanno appurato che l’abuso di alcol sia un comportamento dettato dalle abitudini sociali, spesso gli habituè sono giovanissimi che, durante “i momenti di socializzazione”, fanno un uso smisurato di queste bevande, tutto in un’unica sera o giornata, lontano dai pasti e nei locali notturni, dove spesso si abusa in modo volontario dell’alcol, facendo leva sullo stare tutti insieme ( si diventa preda di un bicchiere in più solo per passare qualche ora con un amico).

Bere è un fattore di rischio sia per se stessi che per gli altri, infatti è emerso che la percentuale dei ragazzi che pratica “binge drinking” è altissima rispetto a quella che non soffre di questo disturbo-dipendenza, causato da una mancata informazione in relazione ai danni che può provocare l’uso costante di alcol e correlati.

Cosa si fa per diminuire l’abuso di sostanze alcoliche? Sarebbe opportuno fare e realizzare sempre più campagne informative e di contrasto circa la prevenzione alcologica, smantellando i modelli comportamentali che associano l’atto del bere al successo, allo svago, al fascino del momento, e proponendo modelli alternativi capaci di far conoscere un mondo a colori anche senza alcol, fuori dai problemi, dagli schemi, dalle mode, dai vezzi della società odierna.

Inoltre, sarebbe opportuno valutare azioni preventive in ambito nazionale ed europeo, con l’obiettivo di intervenire su ogni campo, cioè la guida in stato normale e non di ebbrezza, onde evitare o arrecare danni a terzi oltre che a se stessi, riuscire ad entrare nella mentalità dei giovani senza l’atto di bere durante le loro uscite serali e diurne; sono tutte operazioni fattibili ma per essere rese tali necessitano di campagne di sensibilizzazione, di informazione e divulgazione costante, solo così si può creare una coscienza critica,responsabile e matura.

I rischi connessi al consumo di sostanze alcoliche e al binge drinking sono variegati, e a tal proposito il Ministero della Salute affida ai programmi preventivi, agli operatori un ruolo preminente,  diretto a salvaguardare il futuro delle generazioni a venire, dei giovani che vivono il momento, e soprattutto a custodire la salute.

In Calabria, a seguito di alcuni casi di giovani sorpresi a bere in modo compulsivo, si è pensato di rendere partecipi i media, in modo tale che  i giovanissimi e i giovani possano trarre beneficio da  queste misure di contrasto all’alcol, dove ad essere protagonista deve ritornare la persona, la cura del corpo, pensare al proprio benessere psico.fisico,staccandosi dall’idea che il piacere, lo svago possa percepirsi attraverso l’alcol per l’appunto, diventando magari più disinvolti, più integrati nel gruppo dei pari, ma tutto ha una durata minima e spesso degenera con episodi dal triste epilogo. Sensibilizzare i giovani, i guidatori e tutti coloro i quali pensano che bere sia solo parte del programma, è la chiave per poter mettere al riparto dalla mortalità attribuibile all’alcol e a tutte le dipendenza che causano morte.

 

a cura di Matteo Spagnuolo

 

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