Affitti in nero – 2.900 le posizioni in esame

By on 3 Febbraio 2014

Per rafforzare la lotta all’evasione fiscale, nel settembre 2013, il Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Roma ha siglato un’intesa con i Rettori degli Atenei “Sapienza”, “Roma Tre” e “Tor Vergata”, nonché con la Regione Lazio, Roma Capitale e Lazio Di.S.U., volta all’individuazione di posizioni significative da sottoporre ad attività ispettiva nel contrasto ai fenomeni degli affitti “in nero”, dell’indebita percezione di provvidenze e dell’omesso versamento di tributi locali a carico del bilancio della Regione e delle Università.

L’iniziativa è stata affiancata dalla distribuzione di un vademecum, dal titolo “Studia e Vivi Roma”, volto ad orientare gli studenti fuori sede nel percorso di ricerca di un alloggio; dalla creazione di una casella di posta elettronica dedicata alla ricezione di segnalazioni sul tema degli “affitti in nero”, helpaffitti.roma@gdf.it, e, in sinergia con l’Agenzia delle Entrate, dall’organizzazione di un punto mobile di ascolto integrato, che, a far data dal prossimo 5 febbraio, comincerà a sostare dinanzi alle Università romane per fornire informazioni, ricevere segnalazioni e registrare contratti di locazione in nero.

In linea con il percorso intrapreso, il 20 gennaio 2014 è stato, poi, firmato, con il Sindaco di Roma, un accordo quadro volto a fissare le linee guida per l’esecuzione, da parte della Guardia di Finanza, di controlli nel campo della gestione e della concessione degli alloggi popolari e della corretta erogazione delle varie forme di sostegno e sussidio economico attuate da Roma Capitale con risorse proprie nonché per un più efficace coordinamento nella lotta alla contraffazione ed alle varie forme di abusivismo.

Grazie alla crescente cooperazione interistituzionale, il numero e la celerità di esecuzione delle ispezioni sono, nel frattempo, sensibilmente cresciuti, con un incremento dei risultati che, nel solo settore delle locazioni immobiliari, tocca – fra somme evase e beni sequestrati – la quota di 27.000.000 di euro, pari al + 419% rispetto al 2012.

La disponibilità di elenchi, sia di beneficiari di provvidenze pubbliche che di studenti alloggiati in abitazioni private – già raffinati a cura dell’Ente erogatore – permette, grazie all’incrocio con le banche dati in uso al Corpo, la selezione di contingenti di potenziali evasori nei cui confronti avviare mirate, ed approfondite, attività ispettive “sul campo”.

In tale chiave, grazie alla cooperazione interistituzionale con gli enti interessati, sono emerse 2.900 posizioni di potenziali evasori, attualmente passate al setaccio dai militari del Comando Provinciale, che, per 260 di esse, hanno già riscontrato consistenti indici di irregolarità, relativi al possesso di rilevanti patrimoni immobiliari per i quali non risultano dichiarati al Fisco i relativi guadagni degli affitti.

Lo sviluppo di queste posizioni si tradurrà, nel breve periodo, in attività ispettive sul campo, volte a chiarire le effettive posizioni ed a recuperare le somme evase.

Tra gli ultimi casi scoperti, spicca quello di un sessantenne romano – proprietario di 12 appartamenti – che, dalla locazione, regolarmente registrata, di 8 di essi, ricavava circa 7.000 euro al mese. Negli ultimi anni, però, il coscienzioso possidente aveva sistematicamente omesso di dichiarare il ricco incasso che, a conti fatti, è risultato pari a 120.000 euro.

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