Bonfili (UIL FPL): “ Rinnovare i contratti e ritornare ad avere un SSN vicino ai cittadini”.

By on 20 novembre 2017

I medici e  dirigenti sanitari da anni attendono il rinnovo del contratto; non capiamo perché  le trattative per il rinnovo del CCNL della dirigenza medica e sanitaria a differenza di altre categorie del mondo sanitario sia ancora in fase di stallo.

Lo dichiara in una nota il Coordinatore Nazionale Medici della UIL FPL Roberto Bonfili.

Ribadiamo le nostre richieste: esigibilità del contratto, recupero della Ria, dai fondi contrattuali al welfare, non disallineare il contratto della dirigenza dal rinnovo delle convenzioni e dal rinnovo per il personale del comparto. Il nodo risorse è centrale – prosegue Bonfili -, speriamo vivamente che il Governo si impegni a trovare le somme necessarie per permettere questo rinnovo e che le Regioni vogliano davvero mettere in pratica quello che hanno scritto nell’atto di indirizzo.

Dopo il blocco del turn over che ha obbligato medici ed infermieri a lavorare in condizioni proibitive ed essere sottoposti a turni massacranti, dopo una politica dei tagli e la totale mancanza di investimenti occorre un vero cambio di passo in sanità.

Valorizzazione delle professionalità, sicurezza clinica e organizzativa, puntare concretamente sulla sanità pubblica adeguando il fabbisogno del FSN in riferimento alla erogazione dei nuovi LEA per i cittadini, accelerare i processi di stabilizzazione dei precari, compresi quelli addetti alla ricerca,oggi  in grave ritardo, sono le prime misure da attuare con urgenza per risollevare una situazione a rischio collasso.

Dobbiamo ritornare ad avere un Servizio pubblico vicino ai cittadini perché è inammissibile che nel 2017 oltre 12 milioni di italiani abbiano rinunciato o rinviato prestazioni sanitarie (1,2 milioni in più rispetto all’anno precedente). Di questi  2/3 sono affetti da malattie croniche, a basso reddito, le donne e i non autosufficienti.  O peggio moltissimi cittadini hanno dovuto utilizzare per le spese sanitarie tutti i propri risparmi o indebitarsi rivolgendosi anche alla sanità privata non accreditata che si pone in concorrenza con il pubblico erogando in molti casi prestazioni sanitarie ad un prezzo più basso rispetto al SSN, spesso a dispetto della qualità.

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