Chiusi tutti i Cup e Servizi Amministrativi del Lazio

By on 17 novembre 2017

Giovedi 16 Novembre 2017 una adesione del 100% dei Lavoratori esternalizzati GPI, Capodarco, NTA CAmus, Pingo, Maggio 82 e Solco impiegati nei servizi Cup e Amministrativi  ha messo in ginocchio la sanità laziale; tutto questo a causa dei tagli voluti dalla Regione che determineranno decurtazioni degli stipendi importanti, licenziamenti e riduzioni dei servizi ai cittadini.

“Siamo soddisfatti della grande partecipazione dei lavoratori operanti nei Cup e nei Servizi Amministrativi di tutto il territorio regionale in occasione dell’assemblea svoltasi oggi nel piazzale antistante la sede del Consiglio Regionale del Lazio. Non convince affatto, invece, il comportamento della Regione Lazio che ha scelto di convocarci il prossimo 28 novembre, a solo 48 ore dallo sciopero già unitariamente indetto per l’intera giornata del 30 novembre”. Lo dichiarano in una nota congiunta i Segretari di Fp Cgil Roma e Lazio, Filcams Cgil Cisl Fp Lazio Fisascat Cisl e Uil Fpl Roma e Lazio, “in piazza oggi insieme a centinaia di lavoratori delle cooperative sociali che rischiano licenziamenti e tagli sui salari”.
“Alla conclusione dell’assemblea-presidio – proseguono i Sindacati – i rappresentanti dei lavoratori sono stati ricevuti dai Capigruppo e dal Presidente del Consiglio Regionale, in virtù della richiesta arrivata dalle Organizzazioni Sindacali nei giorni scorsi. In questa occasione è stata comunicata dallo stesso Presidente del Consiglio la volontà, poi ufficialmente confermata dalla Cabina di Regia, dei vertici regionali di incontrare i Sindacati per il 28 novembre prossimo. Appare chiaro che una convocazione così a ridosso dello sciopero già indetto non faciliterebbe di certo la strada verso la risoluzione della controversia e la salvaguardia del futuro professionale dei lavoratori e la tenuta dei servizi. Il nostro unico obiettivo rimane trovare una soluzione ad una vertenza che riguarda 2.000 lavoratori e che dura ormai da due anni. Abbiamo chiesto, dunque, alla Regione di anticipare la convocazione e rispetto a questo sia il Presidente del Consiglio Regionale che i Capigruppo hanno assicurato che si faranno portatori della nostra richiesta presso i vertici della Regione Lazio. Se questo non avverrà non potremo far altro che confermare lo sciopero del prossimo 30 novembre”.
“E’ dal 2015 che aspettiamo i progetti innovativi attraverso cui finanziare le risorse necessarie a pagare gli stipendi senza che nessuno rischi di essere licenziato. Noi – concludono i Sindacati – siamo pronti a fare la nostra parte per garantire i servizi ai cittadini. Ma un punto deve essere chiaro: retribuzioni e posti di lavoro non si toccano”.

Il Resp. Dip. III Settore UIL FPL Roma e Lazio Pietro Bardoscia

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