Attenti all’ asse sul Reno, di Clerici (Assoedilizia).

By on 1 ottobre 2017

“Attenti all’ asse sul Reno” QN Il Giorno ed. 30 sett. 2017 
di Achille Colombo Clerici

Con l’adesione all’euro  – una moneta, come ricorda il politico e accademico Giorgio La Malfa,  che non aveva dietro di se’ la solida struttura di uno Stato, ma la liquida condizione di molti Stati, alcuni minimi, egemonizzati di conseguenza dai più forti – l’Italia ha accettato la cultura del rigore imposta dalla Germania all’Eurozona, rivelatasi particolarmente negativa  con l’arrivo della recessione mondiale. A differenza di altri Paesi, dagli Usa al Giappone passando per la Gran Bretagna, l’Italia non ha potuto aumentare la quantità di moneta sul mercato per potenziare la crescita economica, nè ha potuto aumentare ulteriormente il suo debito pubblico per fare investimenti pubblici importanti e significativi nelle sue strutture produttive a cominciare dal Mezzogiorno.

Francia e Germania, allontanatasi l’Inghilterra dall’Europa, si apprestano a rinforzare gli strumenti monetari e il controllo sui bilanci dei Paesi UE. Secondo autorevoli economisti, questa iniziativa può essere pericolosa per l’Italia perchè non tiene conto delle sue particolari condizioni circa il debito pubblico e non permette un’ autonoma politica di sviluppo:  quindi sarebbe opportuno per il nostro Paese tenersi riservato in proposito e non esporsi nel gruppo dei Paesi che vorranno riformare il sistema.

In un momento di grande incertezza mondiale dato dall’imprevedibilità degli USA di Trump, dall’attivismo economico-geopolitico  della Cina, dall’ambizione della Russia, dai focolai di tensione quali Corea del Nord e Medio Oriente, Francia e Germania si apprestano, secondo logica, a rafforzare considerevolmente l’asse renano. Infatti si integrano perfettamente.

Aggregando i Paesi nella loro orbita (dall’Austria all’Olanda al Belgio per citarne alcuni) costituirebbero la terza (o quarta secondo i diversi parametri ) potenza economica e militare mondiale: 200 milioni di abitanti, un pil (dati 2013) di circa 7.000 miliardi, quasi la metà dell’intera UE. La Francia mette sul tavolo delle trattative la “garanzia” atomica ( force de frappe), i territori d’ oltremare, il diritto di veto all’Onu; la Germania la sua forza economica, industriale e finanziaria.
La sorte dell’ Italia e’ per caso quella di finire come il vaso di coccio di Esopo ?

Foto:
– Achille Colombo Clerici pres. IEA

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