Tre alloggi popolari di Scampia assegnati a famiglie di camorra.

By on 26 marzo 2017

«De Magistris ha il dovere di correggere una scelta inspiegabile. Quando l’interpretazione giuridica delle norme fa a pugni con il buon senso, è bene che prevalga il buon senso». Il ministro per il Mezzogiorno, Claudio De Vincenti, va dritto all’obiettivo: il sindaco di Napoli. De Vincenti — parlando alla platea del Pd al teatro Sannazaro — interviene sul caso sollevato dal Mattino che riguarda tre alloggi popolari di Scampia assegnati a famiglie di persone sotto inchiesta per «reati associativi», tra cui quella di Davide Francescone, accusato di essere uno degli assassini di Antonio Landieri, vittima innocente della faida nel quartiere. «Il parere dell’Avvocatura del Comune di Napoli che ha consentito l’assegnazione di alloggi popolari a famiglie di camorristi — attacca il ministro — appare a dir poco formalistica. In questo caso il buon senso ci dice che chi si è macchiato di crimini di camorra non può passare avanti ai cittadini onesti in una graduatoria pubblica. Il Comune trovi il modo per riallineare l’interpretazione delle regole. Uno dei nostri obiettivi è abbattere le Vele di Scampia. Il governo fa quello che deve fare per i napoletani, lo faccia anche il sindaco».

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