Si è aperta la caccia alle streghe contro la Massoneria.

By on 4 marzo 2017

Di Pietro Bardoscia (*)

Rosy Bindi in politica da oltre 30 anni tra DC, PPI, Ulivo e PD, oggi Presidente della Commissione della Commissione Antimafia, ha dato mandato alla guardia di finanza di sequestrare gli elenchi degli iscritti in Calabria e Sicilia dal 1990 del Grande Oriente d’Italia, della Gran Loggia Regolare d’Italia, della Serenissima Gran Loggia d’Italia e della Gran Loggia d’Italia degli Antichi Liberi Accettati Muratori. La Bindi, aveva chiesto ai gran maestri di consegnare gli elenchi ma loro, pur essendo più volte andati in Commissione, si erano opposti «per evitare di violare la legge sulla privacy». Ma non c’è stato niente da fare.

Rosy Bindi scoperta a dormire alla Camera il 14 ottobre 2004.

Facendo così la Bindi getta bambino e acqua sporca mettendo tutti nel calderone. Di nuovo si rimette in mezzo la Massoneria facendola apparire marcia ed in questo caso persino collusa con la mafia.

In barba alla privacy, la Bindi è in possesso di migliaia di nominativi che nulla hanno a che fare con la malavita. Il rischio è l’ennesima bolla di sapone; ricordiamo anni di indagini in alcune inchieste “famose” che non generarono nessun rinvio a giudizio ma in compenso rovinarono la carriera e la vita di molte persone innocenti coinvolte.

REAZIONE DELLA MASSONERIA

Ci opporremo con tutte le nostre forze all’atto arbitrario di cui siamo stati oggetto”. Il Gran Maestro del Grande Oriente d’Italia, Stefano Bisi, nel corso della conferenza stampa tenuta il 2 Marzo 2017 al Vascello ha annunciato battaglia contro l’iniziativa della Commissione Antimafia, che ha dato mandato, su delibera unanime, allo Scico della Guardia di Finanza di procedere alla perquisizione della sede nazionale non solo del Goi ma anche di altre associazioni massoniche, con l’ordine di sequestrare gli elenchi di tutti i loro iscritti in Calabria e Sicilia. “Altri elenchi,  se volete, vi darò. Sono quelli dei 19 fratelli massoni che vennero trucidati alle Fosse Ardeatine. Noi abbiamo dato il sangue per costruire l’Italia e questa Repubblica e abbiamo avuto le nostre vittime, vittime del terrorismo e della criminalità organizzata”, ha esordito il Gran Maestro rivolto ai giornalisti, annunciando per il 24 marzo, giorno dell’anniversario dell’eccidio nazista, una cerimonia di commemorazione sul luogo di quel martirio e ricordando il caso del sindaco massone di Firenze, Lando Conti, ucciso dalle Br e il caso del padre di Tonino Salsone, attuale presidente circoscrizionale della Lombardia, ammazzato dalla ‘ndrangheta.

Il Gran Maestro del Grande Oriente d’Italia, Stefano Bisi

Il Grande Oriente d’Italia – ha ricordato ancora il Gran Maestro – è stato perseguitato dal fascismo, le sue sedi furono prese d’assalto dalle camicie nere durante la dittatura, e tengo molto a questo oggetto – ha poi aggiunto mostrando il collare che i Gran Maestri si trasmettono l’un l’altro – perché è un simbolo, un simbolo che ci arriva da lontano: fu messo in salvo da un fratello, che lo nascose nel pannolino del figlio neonato, e poi lo murò. E sui simboli non si può ironizzare, non si possono fare sorrisini come quelli che ho visto in Commissione Antimafia quando si è parlato di guanti e grembiulini”.

Ma non ci fermeranno – ha assicurato il Gran Maestro – nei nostri confronti è stata commessa una palese discriminazione e un atto intimidatorio. E intanto, mentre il collegio dei nostri avvocati si riunisce subito per contestare in ogni sede quello che è avvenuto, noi continueremo a portare avanti la nostra attività, a promuovere la cultura e la solidarietà, come facciamo ogni giorno, a stare vicino a chi ne ha più bisogno, come abbiamo fatto in questi mesi, che ci hanno visto impegnati accanto alle popolazioni colpite dal terremoto. Quando è arrivata la Guardia di Finanza – ha riferito – ero appena tornato da Norcia, dove il Grande Oriente d’Italia è impegnato in un progetto che si propone di restituire ai giovani della cittadina dell’Umbria colpita dal terremoto, l’illuminazione dello stadio”.

Presenti alla conferenza stampa il Gran Maestro Aggiunto Sergio Rosso e il Primo Gran Sorvegliante Antonio Seminario. Ha partecipato alla conferenza stampa anche Fabio Federico, uno degli avvocati del pool incaricato dal Grande Oriente d’Italia di valutare e promuovere le iniziative necessarie per affrontare la situazione in cui si trova l’Istituzione. “La Commissione Antimafia – ha spiegato il legale – è andata oltre i suoi poteri e oltre i poteri della stessa autorità giudiziaria. Nessun reato è infatti contestato all’istituzione massonica a giustificazione del mandato di perquisizione e sequestro messo in atto. Un episodio gravissimo, che lede molti diritti, quello di libera associazione, sancito dalla Costituzione ma anche quello al diritto alla difesa”.

* Pietro Bardoscia, Giornalista Pubblicista – Direttore Responsabile Giornale Informazione Quotidiana

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