Le famiglie si stanno spostando di nuovo sull’investimento immobiliare.

By on 20 settembre 2016

Una crescita del fatturato del 3,6% e delle compravendite residenziali del 14,6%: anche se i prezzi sono ancora in lieve calo, il mercato immobiliare sembra aver imboccato la via della ripresa, preannunciata e poi smentita più volte nell’arco degli ultimi anni. Il dato emerge dal Forum di Scenari Immobiliari, a Santa Margherita Ligure: “In Italia, lentamente, il settore immobiliare sta uscendo dalla crisi. – conferma il presidente, Mario Breglia – Le costruzioni vanno male ma l’immobiliare, soprattutto gli scambi, il recupero, le ristrutturazioni e l’attività di servizi, cioè gestione e manutenzione, sono positivi”.

Il fatturato di quest’anno, secondo le previsioni di Scenari Immobiliari, si attesterà a 121 miliardi di euro, raggiungendo finalmente i livelli del 2010. Le previsioni per il 2017 sono ancora migliori, con una crescita del 5,1%, mentre il numero delle compravendite dovrebbe crescere di un altro 8%.

Mentre i prezzi, secondo le rilevazioni di Tecnocasa, ancora nel primo semestre dell’anno sono in calo, meno 0,9%, ma si tratta della variazione più contenuta registrata dal 2012, “anno buio per il mercato immobiliare quando i prezzi diminuirono del 10,5%”. Tuttavia questo dovrebbe essere l’ultimo anno della serie dei cali: “Nel 2017 ci aspettiamo un ritorno sopra lo zero anche delle quotazioni”, assicura Breglia.

Del resto, spiega ancora il presidente di Scenari Immobiliari, già adesso “lo sconto che il venditore fa al compratore si è ridotto molto e tende a scomparire, diciamo che se fino a qualche tempo fa su 100 si poteva arrivare a 70, oggi ci si ferma a 90, 95 e tra qualche mese non ci sarà più sconto, siamo in una fase di passaggio”. Del resto l’inflazione bassa non aiuta, ma nel giro di due anni, entro il 2018, ipotizza Breglia, è ragionevole aspettarsi un aumento dei prezzi “nell’ordine del 5%”, anche perché “le famiglie si stanno spostando di nuovo sull’investimento immobiliare e questo fa sì che si acceleri l’effetto valanga, potrebbe persino esserci carenza di offerta a un certo punto perché non si costruisce più da anni”

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