Brexit – Autorita’ bancaria europea a Milano,Intervista ad Alessandrello.

By on 30 giugno 2016

Brexit – Autorita’ bancaria europea a Milano – Campagna di opinione: QN Il Giorno del 30 giugno 2016 pag. V Intervista a Rosario Alessandrello

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«Puntare sulla solidità delle banche per aggiudicarsi la corsa all’Eba»

Rosario Alessandrello: a Milano anche l’Agenzia del farmaco

IL RISULTATO inaspettato del referendum in Gran Bretagna ha aperto il dibattito sulle nuove opportunità per la città di Milano di acquisire centralità all’interno dell’Unione Europea e, in
particolare, di aggiudicarsi i due enti ospitati da Londra: l’Agenzia europea per il farmaco e l’Autorità bancaria europea (Eba).

Il governatore Roberto Maroni e il nuovo sindaco Giuseppe Sala hanno già alzato la mano, dicendosi interessati ad aprire le porte di Milano a entrambe le istituzioni continentali. Abbiamo deciso di approfondire il tema sulle pagine del Giorno interpellando rappresentanti del mondo produttivo, esperti di finanza e addetti ai lavori. Dopo il presidente di Assoedilizia e dell’Istituto Europa
Asia, Achille Colombo Clerici, e il presidente dell’Associazione bancaria italiana, Antonio Patuelli, oggi è il turno di Rosario Alessandrello, presidente delle Camere di Commercio italo-russa e italo-iraniana.

di LUCA ZORLONI
MILANO

ROSARIO ALESSANDRELL0,ingegnere, presidente delle Camere di Commercio italo russa e italo-iraniana, prende quota la proposta di candidare Milano come prossima sede dell’Autorità bancaria
europea (Eba), che oggi è a Londra, dopo l’uscita della Gran Bretagna dall’Unione europea. Milano può giocarsi la partita alla pari con le altre candidate al momento più accreditate? 

«La proposta per noi non può essere che necessaria. Faccio una premessa: in Italia abbiamo un intero
sistema di piccole e medie imprese che sono banca-dipendenti e che in un momento così delicato avrebbero bisogno di avvicinarsi alla Borsa o ad altri tipi di finanziamento, come i minibond. In Italia
le imprese che hanno ricavi sotto i 200 milioni di euro sono il 48 per cento, in Gran Bretagna il 21 per
cento, in Germania il 18 per cento.
Abbiamo un problema di crescita delle imprese. E in questo panorama di crisi, la Lombardia è ai primi
posti per produzione e per aziende sviluppate, ma la Borsa di Milano continua a essere Londra dipendente».

E come potrebbe influire su questo scenario il trasferimento nella nostra città di un’istituzione importante come l’Autorità bancaria europea?

«Le banche, piene di titoli di Stato, sono sotto attacco degli speculatori.
Ma noi abbiamo banche più solide, a differenza di quelle straniere che sono più ricche di derivati.
Un’autorità deve dare ragione e far trapelare la vera realtà sulla condizione delle banche italiane rispetto a quelle straniere. Pensi, dopo quello che è successo con la Brexit, sono passati due giorni e non è successo niente, ma ci sono i furbetti speculatori che avevano già capito che il sistema era sotto attacco».

La Russia e i suoi oligarchi hanno patrimoni depositati a Londra. Adesso, dove sarebbero più favorevoli a spostarli?

«Oggi i capitali russi sono nelle banche inglesi e i russi sono molto sensibili a portare i propri soldi in porti più sicuri, visto che gli inglesi fanno loro la guerra con le sanzioni».

Ma lei ha già avuto quakhe riscontro su questo fronte specifico?

«I russi hanno frizioni con il marchingegno anglosassone, sanno che i maggiori danni li hanno avuti dal Regno Unito. Indebolire il sistema inglese in finanza per far crescere un centro alternativo? I russi
sarebbero ben felici di farlo».

Ma Milano può battere le concorrenti. Parigi e Francoforte, che al momento sembrano le più serie competitor del lotto per soffiarle I’Authority sulle banche?

«Si può costruire, la città ha un retroterra positivo, opera nel campo finanziario, ha un’amministrazione
efficace. Bisogna portarsi su una strada di crescita».

Oltre all’Agenzia bancaria Milano sarebbe in grado di aggiudicarsi anche l’Agenzia europea del farmaco, che ha sede sempre nel centro di Londra e che presto dovrà traslocare a seguito dell’esito del referendum sull’uscita della Gran Bretagna dall’Unione europea?

«Questa è più facile, perché siamo leader in Europa. L’Italia si è specializzata nelle preparazioni di fondo, non dei farmaci finiti. La Russia, ad esempio, non compra la scatola, che costa di più, ma il principio attivo e l’Italia è tra i primi Paesi per la produzione di principi attivi».

IL PUNTO

Referendum choc.
Con l’uscita a sorpresa della Gran Bretagna dall’Unione Europea i due enti continentali ospitati da Londra dovranno traslocare. Partono le manifestazioni d’interesse per aggiudicarsi sia l’Autorità bancaria europea che l’Agenzia europea del farmaco

Le chiavi del successo

Milano è cresciuta anche grazie all’Expo del 2015. E proprio l’Esposizione universale ha dato modo
agli altri Paesi di notare i miglioramenti della citta’.E poi ci sono tuttele infrastrutture necessarie: aeroporti treni ad alta velocità e nuovi tunnel alpini completati o in costruzione

BREXIT
Una settimana fa la maggioranza dei britannici ha votato per l’uscita del loro Paese dall’Unione Europea

LA CITTÀ E’ PRONTA

Opera in campo finanziario ha un retroterra positivo e può contare su un’amministrazione molto efficace

IL RUOLO DEI RUSSI

Sarebbero ben felici di indebolire il sistema inglese in finanza per far crescere un centro alternativo

 Foto: Rosario Alessandrello e. Achille Colombo Clerici pres. IEA


Foto: Rosario Alessandrello e. Achille Colombo Clerici pres. IEA

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