Retribuzioni contrattuali in aumento nel privato. Gli statali ancora nulla.

By on 24 giugno 2016

Alla fine di maggio 2016 i contratti collettivi nazionali di lavoro in vigore per la parte economica riguardano il 36,0% degli occupati dipendenti e corrispondono al 34,8% del monte retributivo osservato.

Nel mese di maggio l’indice delle retribuzioni contrattuali orarie rimane invariato rispetto al mese precedente e aumenta dello 0,6% nei confronti di maggio 2015. Complessivamente, nei primi cinque mesi del 2016 la retribuzione oraria media è cresciuta dello 0,7% rispetto al corrispondente periodo del 2015.

Con riferimento ai principali macrosettori, a maggio le retribuzioni contrattuali orarie registrano un incremento tendenziale dello 0,7% per i dipendenti del settore privato (0,7% nell’industria e 0,8% nei servizi privati) e una variazione nulla per quelli della pubblica amministrazione.

I settori che a maggio presentano gli incrementi tendenziali maggiori sono: tessili, abbigliamento e lavorazione pelli (3,4%); energia elettrica e gas (1,9%). Si registrano variazioni nulle nei settori del legno, carta e stampa; della metalmeccanica; dei servizi di informazione e comunicazione; delle telecomunicazioni e in tutti i comparti della pubblica amministrazione.

Tra i contratti monitorati dall’indagine, nel mese di maggio nessun nuovo accordo è stato recepito e nessuno è venuto a scadenza. Complessivamente i contratti in attesa di rinnovo sono 51 (di cui 15 appartenenti alla pubblica amministrazione) relativi a circa 8,2 milioni di dipendenti (di cui circa 2,9 milioni nel pubblico impiego).

Alla fine di maggio la quota dei dipendenti in attesa di rinnovo contrattuale è del 64,0% nel totale dell’economia e del 53,5% nel settore privato. L’attesa del rinnovo per i lavoratori con il contratto scaduto è in media di 38,9 mesi per l’insieme dei settori e di 18,1 mesi per quelli del settore privato.

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