Esplosione Gas Milano – Intervista ad Achille Colombo Clerici

By on 15 giugno 2016

Esplosione Gas Milano – Intervista ad Achille Colombo Clerici su IL GIORNO QN del 13 giugno 2016 – Assoedilizia
A s s o e d i l i z i aInforma.

L’allarme di Assoedilizia:«È un bollettino di guerra.Ora misure d’emergenza»
Interventi di sicurezza e prevenzione obbligatori
di MARIO CONSANI
«É UN BOLLETTINO di guerra. Ci siamo messi in casa un nemico pericolosissimo e facciamo finta di niente.
Sono vent’anni che lo diciamo, ma nessuno ci ascolta».
A rischio di passare per grillo parlante, l’avvocato Achille Colombo Clerici, presidente di Assoedilizia, punta il dito contro i rischi del metano fin dal ’94, l’anno dell’esplosione della palazzina di viale Monza con sette morti.
RISCHI DEL METANO
Abbiamo immesso nelle case un materiale pericoloso quasi senza accorgercene: cinque volte più deflagrante del vecchio gas in città «Il problema dice è che ormai siamo assuefatti all’ecatombe.
Scoppiano le case in tutta Italia e quasi non se ne parla più».

Avvocato, ma lei rimpiange il vecchio gas?

«Dico che abbiamo immesso nelle nostre vite un materiale altamente pericoloso quasi senza accorgercene.
Il metano è cinque volte più deflagrante del vecchio gas di città. Quando esplodeva quello, partivano le finestre e al massimo cadeva qualche tramezzo. Qui crollano i palazzi».
Ma il “metano ci da’ una mano” diceva lo slogan. O no?

«La verità è che sarebbe meglio e più sicuro utilizzare dappertutto i fornelli elettrici. Il problema è che l’Italia non ha energia elettrica a sufficienza, così il metano è ormai un’affare di Stato…».

Lei dice: chi Io fornisce dovrebbe vigilare sulla sicurezza e rispondere di tutti gli eventuali danni provocati.

«La legge non stabilisce, per esempio, che chi eroga il gas esegua i relativi controlli di regolarità dell’uso e di applicazione di tutte le misure di sicurezza dentro e fuori le abitazioni bloccando subito l’erogazione in caso di anomalie».

E la copertura dei rischi?

«Dovrebbe esistere un’assicurazione sociale che risponda con copertura del cento per cento non solo sul piano della responsabilità civile, ma anche del costo di ricostruzione dell’immobile».

Il pericolo è diffuso.

«In milioni di case. Ma ci si dimentica che non ci troviamo di fronte ad una calamità naturale, un terremoto o un’inondazione. Qui le cause della strage derivano da azioni umane private e pubbliche, combinate a norme di legge lacunose o distorte»

Qualcosa si è fatto. I fornelli non possono più essere venduti senza la valvola che impedisca la fuoriuscita del gas
qualora si spenga la fiamma.

«Sì, ma poi si permette che in milioni di case si continuino ad usare i vecchi fornelli che ne sono privi».

Si dovrebbe imporre l’adeguamento?

«Certo. Bloccando l’erogazione del gas a chi non si metta in regola. E dovrebbe essere disposta l’installazione
obbligatoria, all’interno delle abitazioni, dì apparecchiature che interrompano automaticamente la fuoriuscita del
gas, o diano l’allarme in caso di perdite dell’impianto».

Resterebbe comunque il problema legato alle azioni di chi magari sceglie proprio il gas per togliersi la vita senza pensare ai danni collaterali.

«Dovrebbe essere permesso ai tecnici di entrare nelle case. Gli apparecchi domestici come le cucine e i forni andrebbero “blindati”, nel senso di sostituire i vecchi tubi con i nuovi, metallici, che impedirebbero
manomissioni da parte di chi voglia far un uso improprio di questa sostanza altamente pericolosa».

I CONTROLLI DIFFUSI

Chi eroga il gas esegua controlli su uso e misure di sicurezza dentro e fuori te abitazioni bloccando tutto in caso di anomalie. Ma lei crede davvero che qualcosa del genere prima o poi si faccia?

«In caso contrario, sarebbe almeno opportuno incentivare l’utilizzo diffuso di cucine, scaldabagni e impianti di riscaldamento elettrici».

Che però costano.

«Chi opera la trasformazione da alimentazione a gas a quella ad elettricità dovrebbe godere dì agevolazioni fiscali simili a quelle che già esistono per il contenimento energetico. E comunque il passaggio dovrebbe essere imposto ai cittadini con età superiore ai 65 anni e per chi ha rivelato problemi psichici. Ovviamente, con tariffe elettriche agevolate».

IL PERSONAGGIO
IL ruolo

Achille Colombo Cterici giurista, è presidente di Assoedilizia e vicepresidente di Confedilizia,l’associazione dei proprietari di immobili

La denuncia
«Già dopo la tragedia di viale Monza chiesi un giro di vite sui controlli Non mi hanno mai ascoltato. Ormai siamo assuefatti all’ecatombe»

Clerici Assoedilizia

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