Il segretario del Pd sardo Soru condannato a tre anni di reclusione.

By on 6 maggio 2016

Il segretario del Pd sardo Renato Soru è stato condannato a tre anni di reclusione per evasione fiscale dal giudice monocratico del tribunale di Cagliari, Sandra Lepore, nell’ambito dell’inchiesta sull’evasione fiscale della società inglese Andalas Ltd, quasi 10 milioni, che avrebbe concesso nel 2004 un prestito di oltre 27 milioni di euro alla ‘Tiscali Finance’. Secondo il pm Andrea Massidda, che aveva chiesto 4 anni, Soru avrebbe sottratto al fisco 4 milioni di euro.

Pur nel rispetto dovuto alla decisione del Tribunale di Cagliari “non possiamo fare a meno di rilevare l’evidente singolarità della pronuncia, che ha ravvisato la responsabilità penale per fatti che gli stessi Uffici finanziari avevano interpretato in modo diverso, ritenendoli insussistenti. Ricorreremo pertanto in appello”. Così in una nota gli avvocati di Soru, Giuseppe Macciotta e Roberto Zannotti.

“La sentenza si riferisce, in particolare, ai reati di omessa dichiarazione contestati alla società Andalas Ltd, rispetto ai quali, alla luce dei rigorosi accertamenti esperiti, era stato acclarato come nessun obbligo di dichiarazione fosse stato violato, essendo la società direttamente riconducibile a Soru come persona fisica e non avendo la stessa svolto attività imprenditoriali o speculative. In questa vicenda non esistono concetti come triangolazioni, scatole cinesi e società dormienti, intese come strumenti per evadere: la Andalas, infatti, sempre alla luce del sole, non aveva posto in essere alcuna operazione di qualsivoglia natura, diversa dalla mera intestazione ad essa della partecipazione in Tiscali, circostanza questa del tutto trasparente e peraltro oggetto di comunicazione periodica alla Consob “, continuano i difensori.

“Risulta poi del tutto inspiegabile la responsabilità di Soru in relazione alla presunta infedeltà della dichiarazione concernente il 2009. In tale periodo infatti – precisano gli avvocati – le disponibilità di Andalas sono state impiegate da Soru per partecipare all’aumento di capitale effettuato da Tiscali nel quadro di un accordo per la ristrutturazione del debito di quest’ultima, senza che da tale operazione si generasse un reddito imponibile suscettibile di dichiarazione. In altri termini nel 2009 Soru ha interamente utilizzato un credito che aveva nei confronti della Società per partecipare all’aumento di capitale necessario a salvare Tiscali dalla crisi nella quale versava, ma certamente tale operazione non costituisce un presupposto valido per affermare che il credito avrebbe dovuto esser dichiarato. Si è trattato di un aumento di capitale che non ha generato credito a Soru: non può esistere una società canaglia che viene comunicata ogni tre mesi alle autorità di vigilanza sulle commissioni “, aggiungono i legali.

About Redazione

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *