Casapound, arresto per furto di bandiera

By on 15 dicembre 2013

‘Arrestato per furto di bandiera peraltro restituita. E’ l’ultimo ‘colpo di teatro’ di uno Stato talmente distante dai suoi cittadini, che non riesce più a comprenderne nemmeno le istanze più immediate ed è costretto a ricorrere a grotteschi escamotage come questi pur di fermare una protesta giusta e di popolo”.

Così il leader di CasaPound Italia Gianluca Iannone commenta l’arresto per furto pluriaggravato del vicepresidente del movimento, Simone Di Stefano, bloccato dalla polizia, durante il ‘blitz’ pacifico del popolo del 9 dicembre alla sede di rappresentanza in Italia della Commissione europea in via IV Novembre a Roma, mentre con una scala tentava di sostituire un Tricolore alla bandiera blu dell’Unione europea che sventolava sul palazzo.

”La bandiera è stata restituita – sottolinea Iannone – D’altra parte non era certo nostro interesse rubarla, non sapremmo che farcene. Di Stefano voleva sostituirla con un tricolore, come abbiamo fatto al portone della sede di via IV Novembre, per dire che se la politica consegna la nostra sovranità all’Europa, la Nazione, il popolo, se la riprende. Simbolicamente. Troppo complicato da comprendere?”.

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