Ora è il Turno dell’IVA. Nuovo scontro PD – PDL

By on 30 agosto 2013

IVAIQ. 30/08/2013 – Tutti sanno che l’eventuale aumento dell’ IVA , l’odiata imposta sul valore aggiunto, dal 21 al 22% comporterebbe un ulteriore riduzione del potere di acquisto degli italiani e reazioni a catena con serie ripercussioni nella nostra economia.

Ma anche su questo tema Pd e Pdl non riescono a trovare un accordo. Rispetto all’Imu che un 15% dei più abbienti poteva pagare contribuendo a portare nelle casse dello Stato oltre 2 miliardi di euro, pari al versamento del restante 85% dei cittadini, questa imposta non la vuole davvero nessuno, ne i cittadini, ne le imprese.

Ma cerchiamo di spiegare al nostro lettore cosa significa riduzione del potere di acquisto con un esempio molto elementare, ma concreto. Un cittadino con uno stipendio da 1000 euro che acquista un prodotto al prezzo di 121 euro (inclusa Iva al 21%).. Gli rimangono  879 €. Con l’aumento dell’IVA al 22% questo prodotto costerà 122 euro e al cittadino in questo caso rimarebbero 878 € … Moltiplicatelo per tutti i prodotti che aumenteranno per effetto dell’IVA ed abbiamo la famosa riduzione del potere di acquisto.

A parlare è nuovamente il Viceministro Stefano Fassina, responsabile Economia e Lavoro del Pd: «L’aumento dell’Iva previsto per il 1 ottobre è ormai irrimediabile» ha scritto lo stesso Fassina nel suo blog sull’Huffington Post, chiarendo che se è vero che l’Imu è stata abolita, non è stata affatto cancellata la tassa sulla prima casa perchè nella famosa Service Tax ci sarà anche una componente patrimoniale.

Il Segretario del Pdl Angelino Alfano è fiducioso, prospettando la possibilità di evitare l’aumento dell’Iva di un punto percentuale

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