Ipab S. Alessio: Robilotta (SR), casa a Fiorito fu procedura regolare e trasparente

By on 19 agosto 2013

Fiorito_InformazioneQuotidianaIQ. 19/08/2013 – Comunicato Stampa di Donato Robilotta Coordinatore dei Socialisti Riformisti,  ex commissario regionale Ipab S. Alessio

La casa di via Margutta dell’ipab S. Alessio fu data in affitto a Fiorito con una procedura regolare e trasparente. Fiorito prese in affitto la casa dopo aver partecipato a una procedura con evidenza pubblica, insieme ad altre tre persone, e solo per aver offerto il 25% in più del prezzo base di mercato stabilito dall’agenzia del territorio. Per quello stesso appartamento l’inquilino precedente pagava circa 200 €, Fiorito 5 mila.

Per questo mi dispiace che oggi in una intervista il neo Presidente dell’Ipab S. Alessio, Amedeo Piva, persona che stimo, abbia usato la questione della casa di Fiorito come esempio di cattiva gestione dell’ente.

Piuttosto Piva continui il lavoro che ho fatto io sulla gestione del patrimonio e aggredisca l’ampia morosità, che io ho fatto emergere, pari a circa 5 milioni di euro in dieci anni.

Il S. Alessio ha una grave situazione economica, io nel 2012 ho trovato circa 12 mln di euro di debito, certificati dai revisori dei conti, ma ha anche un patrimonio immobiliare valutabile intorno a 1 miliardo di euro che, se gestito con oculatezza e secondo il nuovo regolamento che Piva ha ereditato, può dare utili tali da far ridiventare l’ente di nuovo un centro di eccellenza.

E’ vero che molti degli immobili dell’Ipab sono fatiscenti e andrebbero ristrutturati, ma è anche vero che nel bilancio della Regione ci sono quattro milioni di euro, due per completare la ristrutturazione della sede di via Odescalchi e due, previsti con l’assestamento di bilancio del 2012, proprio per la ristrutturazione degli immobili.

Piva corra in Regione e faccia quello che non ha fatto il commissario che è subentrato al sottoscritto nel 2012: impegni subito i finanziamenti prima che vadano in perenzione o che l’assessore li destini ad altri scopi.

Conosco come pochi quella Ipab e se Piva vuole sono a sua disposizione per trasferirgli tutto il mio bagaglio di conoscenza perché sono convinto che con una buona gestione nel giro di pochi anni l’ente può rinascere.

Nessuno però pensi a operazione finanziarie sul patrimonio del S. Alessio, come quelle che si vociferavano nella passata legislatura. Il patrimonio dell’Ipab non può essere scorporato dal s. Alessio o affidato a fondi immobiliari. Quello non è patrimonio pubblico regionale bensì patrimonio privato donato ai ciechi per la loro assistenza. Dunque quello è patrimonio dei ciechi e per tale scopo deve essere utilizzato.

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