Professione Nonni di Laura Cugini

By on 11 agosto 2013

nonno e nipoteIQ. 11/08/2013 – Cari dolcissimi amici nonni, so che non dovrei essere presente con questa rubrica oggi, poiché normalmente la domenica “vado in onda” con BOTTA E RISPOSTA, ma non ho ricevuto nuove poesie da commentare e il Dott.Brozzi mi ha completamente abbandonata, pertanto, dal momento che anch’io come voi la domenica non ho con me le nipotine e mi riposo,sono venuta a Sonnino in compagnia dei miei amici più cari che si stanno domandando come mai ho portato il pc….

Loro quattro, Eliano, Luciana, Pino e Anna Maria non sono ancora nonni ma presto lo diverranno, Alfredo mio marito mi considera una folle e non posso dargli torto, dovrei stare in panciolle invece sto scrivendo a voi, miei cari lettori e non potete capire quanto la cosa mi stia facendo divertire.

Mentre tutti loro parlano, io ascolto e scrivo ciò dicono, inoltre me li sto immaginando un giorno con i loro nipotini in braccio, sono sicura che saranno dei magnifici nonni, perché sono delle persone stupende, in questo momento Pino sta raccontando la sua gioventù e come ha imparato svariati mestieri prima di laurearsi divenendo poi un costruttore, ma soprattutto di quante bacchettate sulle mani ha preso dal maestro….

Mi domando quanti di voi colleghi nonni ha dovuto subire questa pratica che a volte può sembrare una violenza ma che ora, molti di noi rimpiangono, anche se riflettendoci bene, tanti maestri scaricavano i loro problemi sui piccoli allievi indifesi.

Oggi credo, viceversa, siano gli allievi a scaricare i loro “falsi problemi” sui professori con i loro atteggiamenti a volte non consoni come quello di voler fumare in classe o presentarsi, nel caso delle ragazze, con delle bluse che lasciano intravedere il seno o addirittura con i pantaloni calati che mettono in mostra dei colorati quanto divertenti slip che attirano l’attenzione dei coetanei e che ceano scompiglio durante le lezioni.

Certo, tutto questo, ai nostri tempi non succedeva e forse era meglio. d’altra parte cari colleghi nonni, non sono piu’ gli stessi e mi rendo conto che la generazione dei nostri nipoti, essendo stata l’unica che ha conosciuto

solo benessere, sta per vivere il periodo più difficile da trent’anni ad oggi.

Per questo, come stanno dicendo anche i miei dolcissimi amici, forse siamo stati noi i più fortunati, con questo vi lascio al vostro riposo e vado a godermi questo fresco venticello che da qualche ora avverto delicatamente sulla pelle. Buona serata a tutti e che vi raggiunga il mio personale abbraccio quotidiano.

nonna ciona

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