Prevenzione e contrasto della violenza di genere

By on 9 agosto 2013

palazzo chigi 1IQ. 09/08/2013 – La Presidenza del Consiglio comunica che: Il Consiglio dei Ministri si è riunito ieri alle ore 10.35 a Palazzo Chigi, sotto la presidenza del Presidente del Consiglio, Enrico Letta. Segretario il Sottosegretario di Stato alla Presidenza, Filippo Patroni Griffi.

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Il Consiglio dei Ministri, ha approvato, su proposta dei Ministri dell’interno Angelino Alfano, del lavoro e politiche sociali, Enrico Giovannini e della giustizia, Annamaria Cancellieri, un decreto legge che sulla scia di precedenti esperienze legislative che nel corso della XVI legislatura hanno dato vita ad interventi di variegata natura e finalità, e tuttavia connotati dalla unitaria esigenza di porre mano alle più evidenti necessità di prevenzione e contrasto di fenomeni delinquenziali divenuti particolarmente acuti, reca un “pacchetto” di misure urgenti che mirano ad affrontare, da diverse angolature, una serie di problematiche riguardanti la pubblica sicurezza in una chiave di difesa dei soggetti più deboli ed esposti.

Il provvedimento, che si compone di 13 articoli suddivisi in quattro Capi, reca misure che si muovono lungo le seguenti direttrici:

1)Prevenzione e contrasto della violenza di genere

 

Sulla base delle indicazioni provenienti dalla Convenzione del Consiglio d’Europa, fatta ad Istanbul l’11 maggio 2011, concernente la lotta contro la violenza contro le donne e in ambito domestico di Istanbul, recentemente ratificata dal Parlamento, il decreto mira a rendere più incisivi gli strumenti della repressione penale dei fenomeni di maltrattamenti in famiglia, violenza sessuale e di atti persecutori (stalking).

Vengono quindi inasprite le pene quando:

il delitto di maltrattamenti in famiglia è perpetrato in presenza di minore degli anni diciotto;

il delitto di violenza sessuale è consumato ai danni di donne in stato di gravidanza;

il fatto è consumato ai danni del coniuge, anche divorziato o separato, o dal partner.

Un secondo gruppo di interventi riguarda il delitto di stalking:

viene ampliato il raggio d’azione delle situazioni aggravanti che vengono estese anche ai fatti commessi dal coniuge pure in costanza del vincolo matrimoniale, nonché a quelli perpetrati da chiunque con strumenti informatici o telematici;

viene prevista – analogamente a quanto già accade per i delitti di violenza sessuale – l’irrevocabilità della querela per il delitto di atti persecutori, che viene, inoltre, incluso tra quelli ad arresto obbligatorio.

Sono previste poi una serie di norme riguardanti i maltrattamenti in famiglia:

viene assicurata una costante informazione alle parti offese in ordine allo svolgimento dei relativi procedimenti penali;

viene estesa la possibilità di acquisire testimonianze con modalità protette allorquando la vittima sia una persona minorenne o maggiorenne che versa in uno stato di particolare vulnerabilità;

viene esteso ai delitti di maltrattamenti contro famigliari e conviventi il ventaglio delle ipotesi di arresto in flagranza;

si prevede che in presenza di gravi indizi di colpevolezza di violenza sulle persone o minaccia grave e di serio pericolo di reiterazione di tali condotte con gravi rischi per le persone, il Pubblico Ministero – su informazione della polizia giudiziaria – può richiedere al Giudice di irrogare un provvedimento inibitorio urgente, vietando all’indiziato la presenza nella casa familiare e di avvicinarsi ai luoghi abitualmente frequentati dalla persona offesa.

Infine, è stabilito che i reati di maltrattamenti ai danni di familiari o conviventi e di stalking sono inseriti tra i delitti per i quali la vittima è ammessa al gratuito patrocinio anche in deroga ai limiti di reddito. Ciò al fine di dare, su questo punto, compiuta attuazione alla Convenzione di Istanbul, recentemente ratificata, che impegna gli Stati firmatari a garantire alle vittime della violenza domestica il diritto all’assistenza legale gratuita.

Sempre in attuazione della Convenzione di Istanbul, si prevede il rilascio di un permesso di soggiorno per motivi di protezione (Tutela vittime straniere di violenza domestica, concessione del permesso di soggiorno per motivi umanitari come già previsto dall’articolo 18 del TU per le vittime di tratta);

Infine, a completare il pacchetto, si è provveduto a varare un nuovo piano straordinario di protezione delle vittime di violenza sessuale e di genere che prevede azioni di intervento multidisciplinari, a carattere trasversale, per prevenire il fenomeno, potenziare i centri antiviolenza e i servizi di assistenza, formare gli operatori;

2) Norme in materia di sicurezza per lo sviluppo, tutela dell’ordine e della sicurezza pubblica

La seconda linea direttrice del decreto si occupa di misure urgenti volte ad innalzare il livello di sicurezza e così si è provveduto a varare norme che:

accelerano la realizzazione degli interventi per il “PON Sicurezza”;

sblocca risorse per finanziare il pagamento degli straordinari a Poliziotti e Carabinieri;

recupera risorse per lo svolgimento dei servizi di Polizia stradale;

recupera 231 milioni di euro alle casse del Ministero dell’Interno.

Si è provveduto poi a varare una norma che consente di utilizzare ancora per tre anni lo strumento dell’arresto differito di violenti in occasione di manifestazioni sportive. Una norma che, fino ad ora, non solo ha diminuito gli eventi in cui vi sono state vittime di tali fenomeni (-29,3%) ma ha visto anche un significativo incremento del numero degli autori di episodi di violenza denunciati ( +44%) e arrestati (+30%).

Per quanto riguarda il contrasto alle rapine, si è stabilito di inasprire le pene se il fatto è commesso:

a danno di persone ultrasessantacinquenni;

in presenza di un minore;

oltre che in abitazione, anche negli altri luoghi di cosiddetta “minorata difesa”.

Nuove norme anche per quanto riguarda una maggiore flessibilità dell’impiego del contingente di 1.250 appartenenti alle Forze armate nel controllo del territorio stabilendo che questo possa essere impiegato anche per compiti diversi dai servizi di perlustrazione e pattugliamento.

Pene più severe anche per quanto riguarda le manifestazioni delittuose come, il furto di componenti metalliche e di altri materiali pregiati (ad esempio in rame) sottratti ad impianti ed infrastrutture designati all’erogazione di energia elettrica e di altri servizi pubblici tra cui quello di trasporto e telecomunicazioni. In relazione a tale specifica ipotesi di furto, viene introdotta una specifica circostanza aggravante che prevede pene da tre a dieci anni di reclusione. Inasprite le pene anche per il delitto di ricettazione se il fatto si riferisce a denaro o cose provenienti da rapina aggravata, estorsione. Per i casi sopra descritti è previsto anche l’arresto obbligatorio in flagranza di reato.

Infine il Consiglio ha provveduto a rendere più efficace il contrasto al preoccupante e crescente fenomeno del cosiddetto furto di identità digitale, attraverso il quale vengono commesse frodi informatiche. In questi casi viene previsto un innalzamento della pena edittale e la procedibilità d’ufficio per il delitto di frode informatica.

3) Norme in tema di Protezione Civile

Il decreto interviene su taluni aspetti della normativa riguardante la Protezione civile, da un lato ampliando il periodo dello stato di emergenza (pari a 180 giorni prorogabili per ulteriori 180), dall’altro specificando natura e tipologia degli interventi realizzabili. Quanto a questi ultimi in particolare, oltre agli interventi di primo soccorso e di ripristino della funzionalità di infrastrutture e servizi, si prevede utilizzando un apposito fondo emergenze che si possa far fronte – previa puntuale ricognizione – al primo ristoro dei danni subiti dalle attività economiche e produttive. Sono state introdotte disposizioni anche relative alla funzionalità del Corpo nazionale dei Vigili del Fuoco, potenziandone l’operatività. In particolare è stato introdotto, al fine di garantire continuità ed efficienza dei servizi, un fondo rotativo per l’anticipazione delle spese sostenute in occasione di emergenze.

4) Norme in tema di gestioni commissariali delle Province

Il Consiglio dei Ministri ha approvato di prorogare il commissariamento delle Province al 30 giugno 2014 tenendo conto dell’avvio del percorso di riforma di quest’ultime attraverso l’avvenuta approvazione del disegno di legge costituzionale che ne prevede la soppressione.

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Il Consiglio dei Ministri, ha approvato, su proposta del Presidente del Consiglio, Enrico Letta, e del Ministro della Difesa Mario Mauro (di concerto con il Ministro per la Pubblica Amministrazione e per la Semplificazione e con il Ministro dell’Economia e delle Finanze), l’esame preliminare di due decreti legislativi recanti disposizioni in materia revisione dell’assetto strutturale e organizzativo delle Forze armate e di riduzione degli organici. Due provvedimenti che avviano un profondo mutamento del sistema della difesa per renderlo più sostenibile sotto il profilo finanziario senza intaccare l’efficienza operativa ed introducendo importanti garanzie per il personale.

Gli interventi previsti dalla legge di delega, ed ora in corso di concretizzazione, infatti, non sono volti a realizzare la “riforma” del vigente modello di difesa, bensì hanno l’obiettivo di attuare una revisione in senso riduttivo delle dimensioni strutturali ed organiche dello strumento militare nazionale, resa indispensabile dalla particolare congiuntura di finanza pubblica.

A questo scopo il Consiglio dei Ministri ha varato due distinti schemi di decreti legislativi riguardanti, rispettivamente, la riduzione del personale militare e civile della Difesa e la riorganizzazione dell’assetto strutturale ed organizzativo delle Forze armate in termini riduttivi. In particolare:

Schema di decreto legislativo recante “disposizioni in materia di personale militare e civile del ministero della difesa, nonché misure per la funzionalità della medesima amministrazione”. Questo provvedimento è volto a revisionare, in continuità con le disposizioni – già in fase di attuazione – della legge denominata “Spending Review”:

le dotazioni organiche complessive del personale militare dell’Esercito italiano, della Marina militare (escluso il Corpo delle capitanerie di porto) e dell’Aeronautica militare, riducendole a complessive 150.000 unità entro l’anno 2024;

le dotazioni organiche complessive del personale civile del Ministero della difesa, riducendole a 20.000 unità entro l’anno 2024.

Le procedure per la riduzione del personale è previsto che siano sviluppate attraverso piani triennali scorrevoli, assistiti da misure di garanzia che intendono evitare provvedimenti finali di natura autoritativa.

Schema di decreto legislativo recante “disposizioni in materia di revisione in senso riduttivo dell’assetto strutturale e organizzativo delle Forze Armate”.

Questo provvedimento mira a realizzare la razionalizzazione e l’ottimizzazione delle strutture ordinative centrali e periferiche delle Forze Armate, perseguendo l’obiettivo di conseguire una contrazione delle stesse non inferiore al 30 %. Questo sarà realizzato mediante successivi provvedimenti di soppressione e riconfigurazione di enti, comandi e strutture delle Forze Armate; queste ultime, in relazione alle proprie caratteristiche, procederanno ad un riassetto complessivo della propria organizzazione nelle aree operative, logistiche, formative, territoriali e periferiche.

La ristrutturazione del comparto Difesa è frutto di un’attività fortemente voluta e perseguita dal Ministro Mauro. Le norme approvate discendono dall’urgente bisogno di garantire l’efficienza delle Forze Armate; nondimeno, per tutto il Governo è comune e stringente l’impegno nel procedere, con altrettanta tempestività, a dare corso ad una completa revisione dei ruoli ed al riordino delle carriere di tutto il comparto difesa e sicurezza, tale da soddisfare le legittime aspettative del personale civile e militare, avviando, sin da subito, le attività di elaborazione di un apposito disegno di legge.

La nuova organizzazione delle Forze armate italiane, orientata all’efficienza ed alla sostenibilità, permetterà di presentare questa revisione nel prossimo consiglio europeo nella prospettiva dell’avvio di un’analoga organizzazione europea della Difesa.

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Il Consiglio dei Ministri ha approvato, su proposta del Presidente del Consiglio, Enrico Letta, e del Ministro dello Sviluppo Economico, Flavio Zanonato, l’esame preliminare del decreto presidenziale di un regolamento riguardante una riorganizzazione del Ministero dello Sviluppo Economico, adottato in attuazione delle norme del d.l “Spending Review” che prevede una drastica riduzione -soprattutto nelle aree dirigenziali- dell’organico delle amministrazioni dello Stato.

Cancellate quindi 6 posizioni dirigenziali apicali (direttori generali) e 51 posizioni dirigenziali di II fascia, portando l’organico delle rispettive fasce dirigenziali del Ministero rispettivamente da 29 a 23 e da 206 a 151.

La riorganizzazione si fonda sulla eliminazione della articolazione per Dipartimenti (attualmente il Ministero si articola in 4 dipartimenti: Impresa; Comunicazioni; Energia e Coesione) e sulla istituzione, quale figura di coordinamento organizzativo e funzionale, del Segretario Generale, analogamente a quanto previsto in altri dicasteri, come ad esempio il Ministero degli Esteri e il Ministero del Lavoro. Il Segretario Generale coordinerà 17 direzioni generali operative.

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Il Ministro per la Coesione Territoriale, Carlo Trigilia, ha informato il Consiglio dei Ministri sulla Programmazione del ciclo dei fondi europei 2014 – 2020. Il Ministro ha fatto presente che l’ammontare di risorse europee per il nuovo ciclo sarà di circa 30 miliardi che potrebbero raddoppiare con il cofinanziamento nazionale. A tale cifra occorre poi aggiungere l’importo del Fondo Sviluppo e Coesione che dovrà essere programmato per i prossimi 7 anni, in stretta integrazione con i fondi europei, nella prossima legge di stabilità. Entro il mese di settembre sarà concluso l’Accordo di Partenariato, che è l’atto principale di impostazione delle scelte per il nuovo ciclo.

Per evitare le serie criticità, sia per la capacità di spesa che per la qualità della spesa, che ha mostrato l’uso dei fondi europei nei precedenti cicli, ha proseguito il Ministro, è necessario che si parta con il piede giusto, per innovare profondamente l’utilizzo di questa risorsa che è strategica e cruciale per la ripresa del paese. La nuova strategia dovrà permettere di selezionare poche priorità sulle quali concentrare le risorse in un’ottica nazionale, rafforzando un centro di coordinamento nazionale che aiuti a fare meno cose a farle meglio. Innanzitutto occorre puntare gli sforzi, specie nei prossimi due anni, su misure antirecessive capaci di sostenere l’occupazione, in particolare quella giovanile, le imprese e le economie locali.

Su questa impostazione è stato avviato il confronto con le Regioni, con le quali è stato aperto un tavolo unico di coordinamento politico presieduto dal Ministro per la coesione territoriale, al quale vengano portate anche le proposte delle amministrazioni centrali.

Il Ministro ha anche delineato alcuni cambiamenti organizzativi delle strutture amministrative che possano sostenere questa strategia. In questa prospettiva sarà importante la creazione di un’Agenzia per la coesione territoriale che rinforzi le funzioni di monitoraggio, di assistenza tecnica alla gestione dei programmi e, ove necessario, di intervento attivo nella gestione dei programmi. (vedi allegato: testo integrale dell’informativa del ministro Trigilia)

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Il Consiglio ha approvato in esame definitivo, a seguito del parere espresso dalle Commissioni parlamentari e dal Consiglio di Stato, un regolamento che proroga il blocco della contrattazione e degli automatismi stipendiali per i pubblici dipendenti. L’adozione del regolamento si rende necessaria per la particolare contingenza economico-finanziaria, che richiede interventi non limitati al solo 2013, i cui effetti sono stati già scontati sui saldi di finanza pubblica. Sussistono infatti condizioni di eccezionalità tali da giustificare la proroga al 31 dicembre del 2014 di una serie di misure in materia di pubblico impiego, comunque con un orizzonte temporale limitato, come richiesto nei pareri delle Commissioni parlamentari che hanno espresso parere favorevole sul provvedimento. In particolare vengono prorogati:

il blocco dei trattamenti economici individuali;

la riduzione delle indennità corrisposte ai responsabili degli uffici di diretta collaborazione dei Ministri e l’individuazione del limite massimo per i trattamenti economici complessivi spettanti ai titolari di incarichi dirigenziali;

il limite massimo e la riduzione dell’ammontare delle risorse destinate al trattamento accessorio del personale;

i blocchi riguardanti meccanismi di adeguamento retributivo, classi e scatti di stipendio, le progressioni di carriera comunque denominate del personale contrattualizzato e di quello in regime di diritto pubblico.

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Al fine di consentire il completamento delle operazioni di risanamento delle istituzioni locali nelle quali sono state riscontrate forme di condizionamento da parte della criminalità organizzata, il Consiglio ha deciso di prorogare gli scioglimenti dei comuni di Casapesenna, Castel Volturno e Casal di Principe (Caserta), nonché di Mileto (Vibo Valentia).

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Il Consiglio ha condiviso i pareri contrari espressi nelle conferenze di servizi già convocate per dirimere le controversie insorte con riguardo alla realizzazione di due impianti fotovoltaici in località Quercia Galante, Comune di Castel Giorgio (Terni); analoga decisione è stata presa dal Consiglio con riguardo ad una istanza di ampliamento di un’attività turistico-ricettivo-balneare nel comune di Monopoli (Bari). Nel rispetto di significativi interessi paesaggistici gli impianti, quindi, non verranno realizzati.

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Il Consiglio ha preso atto che il dissenso espresso nella conferenza di servizi appositamente convocata in merito al progetto di realizzazione di un impianto idroelettrico sul torrente Biois Alto, nel Comune di Falcade (Belluno) è stato superato con la previsioni di alcune indicazioni che ne guideranno la realizzazione.

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In considerazione dell’opportunità di consentire il prosieguo degli interventi di protezione civile di contrasto ai danni causati da eccezionali avversità atmosferiche che hanno avuto luogo nello scorso mese di marzo nelle Province di Arezzo, Firenze, Livorno, Lucca, Massa Carrara, Pistoia, Prato e Pisa, il Consiglio ha deciso di prorogare per sei mesi lo stato d’emergenza già dichiarato a riguardo.

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Il Consiglio ha inoltre deliberato:

su proposta del Presidente del Consiglio, Enrico Letta, la promozione a Presidente di Sezione della Corte dei conti del Consigliere Luciana SAVAGNONE;

su proposta del Ministro della Difesa, Mario Mauro, il conferimento delle funzioni di Direttore della Direzione informatica, telematica e tecnologie avanzate del Segretariato generale al maggiore generale del Corpo degli ingegneri dell’Esercito in servizio permanente Francesco CASTRATARO;

su proposta del Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Maurizio Lupi, e a seguito del parere favorevole espresso dalle Commissioni parlamentari di merito, la nomina di Andrea CAMANZI a Presidente dell’Autorità di regolazione dei trasporti, nonché di Barbara MARINALI e di Mario VALDUCCI a componenti della medesima Autorità.

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