Botta e Risposta: La Casta … Del Dott. Brozzi

By on 7 agosto 2013

BrozziIQ. 07/08/2013 – Buongiorno gente mia che pensate, proprio ieri sera mi è capitato di rileggere alcune pagine del mio libro, sapete, anche ad uno scrittore piace ogni tanto rileggere ciò che scrive e autocriticarsi, a volte ci si chiede il perchè di cose che accadono ad ognuno e la risposta è dentro noi, ma non ce ne accorgiamo.

Era il passo riguardante il periodo della mia vita dove credevo di aver conquistato tutto ciò che avevo sempre sognato, convivendo con la gradevole sensazione di invincibilità, quella che molti di noi espongono allorchè si consegnano all’effimero egoismo esistenziale.

Per un tempo imprecisato avevo ritenuto di riuscire a vivere senza la mia famiglia attuale, preferendo alla luce e al calore che quell’amore sprigiona, il freddo e dorato mondo dei riflettori e dei lustrini.

Questo non perchè non ci fossero, ma perchè, senza rendermene conto, avevo scelto di gareggiare da solo, tanto ero preso dalla mia endonistica ingordigia, i sogni, coniugati all’entusiasmo attuativo, possono costituire una miscela deflagrante nella nostra vita, soprattutto quando ci vedono loro protagonisti assoluti ed isolati

Anch’io, italiano medio,di altezza e intelligenza media stavo giorni fuori di casa, stavo al seguito della mia squadra, la Roma,e quando ero a casa portavo i suoi problemi con me, senza la percezione che la mia famiglia era una squadra la Mia Squadra.

In fondo l’egoista chi è, se non colui che al naufrago sbracciante nel mare, invocando aiuto, gli grida: avvicinati, non mi va di bagnarmi, mica te l’ho chiesto io di farti il bagno!

Quando ti fai grande, non per l’altezza e per l’età, allora scopri che la famiglia vive con te e non grazie a te, ed è per tutta la vita; ma quando tutto ti scorre intorno a velocità vorticosa, si fa difficile non confondere i sentimenti insieme agli effimeri piaceri che durano il tempo che li vivi.

Ma è nella tua famiglia che devi essere famoso, costruire un gruppo vincente, come una squadra, ci si deve allenare insieme e soffrire insieme, scendere in campo insieme per gioire o soffrire, ma sempre insieme.

Oggi mi è facile evidenziare la confusione che albergava nella mia mente, ma sfido molti di voi, nella mia situazione a non cadere nella mia identica mistificazione.

Si dovrebbe nascere vecchi e morire giovani, ma non è cosi e i nostri sbagli si inseguono sommandosi l’un l’altro, fintanto che ti ritrovi nel tunnel senza sapere come ci sei entrato né, tanto meno avere idea su come uscirne,peccato che c’è chi, alla stregua deI demoni, si spenda nel dividerci sempre più, anzichè unirci, beati quelli tra noi che riescono a far diventar famiglia anche il loro prossimo e con questo vi lascio alla lettura di quache rima….

LA CASTA

“BUTTA GIU’ LA PASTA

CHE STA’ ARIVA’ LA CASTA”

“MA, SIRE! ER POPOLO SE LAGNA!”

“EMBE’? BASTA CHE MAGNA!”

“MA CHE DIRA’ L’OPPOSIZIONE?”

“OPPOSIZIONE E POI CONCERTAZIONE,

DEL RESTO LA COSCIENZA CIVILE

E’ DIVENTATA COME ‘N CANILE

LI’ DOVE LA MUTA DE LI CANI

ZITTISCE COMO ARIVENO LI PANI

‘NDO MAGNA ‘N CANE DEL RETSO

CE METI L’AGGIUNTA E ACCONTENTI ER CONTESTO”

“MA SIRE, ‘A PACE SOCIALE

ESARTA SOLO ER CAPITALE”

“EMBE?, PURCHE’ TUTTO RESTI UGUALE,

PARLO DER CAPITALE, MICA HO DETTO QUALE!”

Affettuosamente Mario

 

 

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