Consiglio dei Ministri. I Disegni di Legge,i Decreti Presidenziali e i Decreti Legislativi

By on 27 luglio 2013

ParlamentoIQ. 27/07/2013  – Il Consiglio dei Ministri si è riunito ieri alle ore 8.45 a Palazzo Chigi, sotto la presidenza del Presidente del Consiglio, Enrico Letta. Segretario il Sottosegretario di Stato alla Presidenza, Filippo Patroni Griffi.

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DISEGNO DI LEGGE:

In apertura dei lavori il Consiglio ha esaminato, su proposta del Presidente del Consiglio, del ministro dell’Interno Angelino Alfano, del ministro per gli Affari regionali e le Autonomie, Graziano Delrio, e del ministro per le Riforme costituzionali Gaetano Quagliariello, un disegno di legge per il riordino delle funzioni delle province in attesa che venga approvato il disegno di legge costituzionale che le abolisce.

Il disegno di legge prevede disposizioni su città metropolitane, Province e Unioni dei Comuni al fine di adeguarne l’ordinamento in attesa e in coerenza con la relativa riforma costituzionale. Nel rispetto dei principi di sussidiarietà, differenziazione delle competenze e autonomia si configura un nuovo assetto degli enti locali che possa rispondere meglio a criteri di efficacia, oltre che di risparmio dei costi.

Il disegno di legge ordinamentale si articola secondo il percorso individuato dalla sentenza della Corte Costituzionale 220 del 2013, si affianca al ddl costituzionale di abolizione delle Province, mettendo in campo già dal 2014 cambiamenti sostanziali, sia nelle funzioni, sia negli assetti istituzionali.

ll governo del territorio vede secondo il ddl soltanto due livelli amministrativi a elezione diretta: Regioni e Comuni.

Le funzioni di area vasta, cioè sovracomunali e provinciali, di cui viene riconosciuta la necessità, vengono invece assegnate ai sindaci eletti nei Comuni, che se ne occupano a titolo gratuito e che si riuniscono in enti di secondo livello: sono prefigurate in questo modo quindi le Città metropolitane, le Province fino all’entrata in vigore della riforma costituzionale, le Unioni dei Comuni.

Il ddl prevede nel dettaglio funzioni, modalità di elezione tra i sindaci per gli organi di vertice, di regolazione tramite statuti e il trasferimento di competenze.

Le città metropolitane

Già previste nel nostro ordinamento fin dalla legge 142 del 1990, inserite nel Tuel e nella Costituzione ma mai veramente decollate, le città metropolitane sono pensate come enti di secondo grado ma potenziati per un riordino sistematico: la popolazione, i centri di ricerca, i sistemi produttivi più dinamici si concentrano già nelle grandi città.

Le Città metropolitane di Torino, Milano, Venezia, Genova, Bologna, Firenze, Bari, Napoli e Reggio Calabria si costituiscono già dal 1° gennaio 2014 per dar vita allo statuto e al 1° luglio 2014 diventano operative e vanno a sostituire le relative Province, ne assorbono le funzioni subentrandovi come enti di secondo grado. Per la Città metropolitana di Roma Capitale varrà una disciplina speciale.

La Città metropolitana avrà funzioni istituzionali di programmazione e pianificazione dello sviluppo strategico, coordinamento, promozione e gestione integrata dei servizi, delle infrastrutture e delle reti di comunicazione. Oltre ad ereditare le funzioni delle Province, le Città metropolitane hanno funzioni di pianificazione territoriale generale, promozione dello sviluppo economico, mobilità e viabilità, ferme restando le competenze delle Regioni. Alla Città metropolitana vengono trasferiti patrimonio, risorse e personale della Provincia. Il sindaco metropolitano è il Sindaco della città capoluogo. Il Consiglio è costituito dai sindaci dei Comuni con più di 15 mila abitanti e dai presidenti delle Unioni dei Comuni con 10mila abitanti che si esprimono con voto ponderato. Per i primi tre anni ne fanno parte anche i presidenti delle Unioni di Comuni istituite per l’esercizio delle funzioni obbligatorie.

Il Sindaco metropolitano può nominare un vicesindaco e consiglieri delegati. E È prevista anche una conferenza dei sindaci dei comuni di tutta l’area metropolitana per approvare statuti e bilanci.

Le Province

Dall’entrata in vigore della legge, e in attesa della legge costituzionale di abolizione, i presidenti o i commissari delle attuali Province convocano i sindaci dei comuni del territorio provinciale entro 20 giorni dalla proclamazione per dare vita ad un ente di secondo grado semplificato, di area vasta, dove le funzioni sono ridotte e dove al posto di Presidente e consigli provinciali eletti a suffragio diretto si avranno sindaci e presidenti delle Unioni. È prevista inoltre una assemblea che eleggerà al suo interno il presidente della Provincia. Un organo più ristretto di sindaci, il Consiglio provinciale, avrà compiti di indirizzo. Tutti i sindaci e i componenti degli organi svolgono le loro funzioni saranno a titolo gratuito.

Alle Province come enti di secondo grado (il nome Province in questa legge resta, essendo ancora in Costituzione), rimarranno le funzioni di pianificazione riguardo territorio, ambiente, trasporto, rete scolastica. L’unica funzione di gestione diretta riguarderà la pianificazione, costruzione e manutenzione delle strade provinciali.

Con legge regionale saranno trasferite insieme alle funzioni delle Province anche il patrimonio e le risorse umane e strumentali verso i Comuni e le Unioni dei Comuni, Città metropolitane o Regioni. Le funzioni attualmente svolte dalle Province saranno assegnate prevalentemente ai Comuni.

Province commissariate

Fino alla prima tornata elettorale utile per i sindaci del territorio provinciale restano in carica i commissari o presidenti in carica delle Province.

Roma Capitale

Roma Capitale assume anche la natura giuridica e le funzioni di Città metropolitana. Il sindaco di Roma diventa anche sindaco metropolitano. I comuni della provincia confinanti con Roma possono deliberare di aderire alla città metropolitana. La provincia di Roma come ente di secondo livello sarà in funzione limitatamente al territorio residuo.

Unioni dei Comuni

Nell’ottica dell’efficacia, ottimizzazione e semplificazione il disegno di legge dà forte impulso ai piccoli e piccolissimi Comuni perché si organizzino in Unioni dei comuni. Attraverso le Unioni, senza perdere la dimensione locale, i piccoli Comuni possono acquisire maggiore forza per quanto riguarda organizzazione dei servizi, risposta ai cittadini, possibilità di affrontare scelte di più ampio respiro. Anche le Unioni sono formate da sindaci impegnati a titolo gratuito e non prevedono personale politico appositamente retribuito. Assumendo decisioni coordinate per più Comuni le Unioni produrranno nel tempo una gestione più efficacia ed economie di scala.

Per incentivare le Unioni, le Regioni possono decidere misure specifiche nella definizione del patto di stabilità verticale; inoltre i presidenti di Unioni possono partecipare ai consigli delle Province/enti di secondo livello e delle Città metropolitane.

Enti “impropri”

Il disegno di legge prevede di avviare un percorso di analisi di circa 5.000 enti statali, regionali, locali e di determinare la cancellazione degli enti “impropri” le cui funzioni possono trovare più razionale allocazione portando a compimento il percorso avviato dal governo precedente.

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DISEGNO DI LEGGE: Salute, sperimentazione clinica dei medicinali, riordino professioni sanitarie, sicurezza alimentare

Su proposta del ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, è stato approvato il disegno di legge che reca disposizioni in materia di sperimentazione clinica dei medicinali, di riordino delle professioni sanitarie e formazione medico specialistica, di sicurezza alimentare.

Il disegno di legge prevede la delega al Governo per il riassetto e la riforma normativa in materia di sperimentazione clinica.

Assistenza nella fase travaglio-parto

Si provvede all’aggiornamento dei livelli essenziali di assistenza con l’inserimento delle prestazioni di controllo del dolore nella fase travaglio-parto effettuate tramite ricorso a tecniche di anestesia locoregionale.

Disciplina Ordini delle professioni sanitarie

Il testo pone le basi per la trasformazione degli attuali Ordini delle professioni sanitarie e per la costituzione di nuovi ordini in relazione alle nuove professioni sanitarie. Il Ministero della salute esercita l’alta vigilanza su tutte le professioni sanitarie. La professione di psicologo è ricompresa tra le professioni sanitarie.

Esercizio abusivo della professione sanitaria

Introdotta, per chi esercita abusivamente una professione sanitaria, un’aggravante al generale reato di esercizio abusivo della protezione . Il condannato è soggetto alla confisca obbligatoria dell’immobile e delle attrezzature e strumenti e i beni confiscati vengono destinati alle strutture pubbliche o private che offrono cure e assistenza a persone in difficoltà economico e sociale.

Aggravanti per i reati ai danni di persone ricoverate

È introdotta una circostanza aggravante, con aumento della pena di un terzo, per qualsiasi reato commesso in danno di persone ricoverate presso strutture sanitarie o presso strutture sociosanitarie residenziali o semiresidenziali.

Sicurezza alimentare

Nel testo è sancito, tra l’altro, il rafforzamento delle misure di controllo in materia di sicurezza alimentare.

Sicurezza veterinaria

In materia di sanzioni, viene stabilita la sospensione dell’attività di allevamento, vendita e custodia di animali in caso di reiterazione di violazioni di norme nazionali e comunitarie relative al loro benessere.

Prevenzione

Divieto di fumo nelle scuole: esso viene esteso anche alle aree all’aperto di pertinenza degli istituti scolastici di ogni ordine e grado.

Per quanto riguarda l’uso di sigarette elettroniche vengono stabiliti i criteri di etichettatura che obbliga fabbricanti o importatori a indicare con caratteri chiari e leggibili la composizione dei liquidi e la concentrazione di nicotina, le informazioni relative alla composizione qualitativa e quantitativa di tutte le sostanze contenute e i sintomi e gli effetti sulla salute collegati all’assunzione delle medesime.

I proventi delle sanzioni amministrative pecuniarie previste per le violazioni vengono successivamente riassegnate per il potenziamento dell’attività di monitoraggio sugli effetti derivanti dall’uso di sigarette elettroniche e la realizzazione di attività informative finalizzate alla prevenzione del rischio di induzione al tabagismo.

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DISEGNO DI LEGGE: riforma del Codice della strada

Su proposta del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, Maurizio Lupi, il Consiglio ha approvato un disegno di legge recante delega al Governo per la riforma del Codice della strada.

Il vigente codice della strada si sviluppa in 240 articoli, a cui si aggiungono i 408 del regolamento di esecuzione. Peraltro, dal 1992 ad oggi, lo stesso è stato oggetto di più di 70 interventi legislativi, di cui alcuni particolarmente incisivi (vedi ad esempio la legge n. 120 del 2010) che ne hanno compromesso l’organicità e la chiarezza.

Lo sche ma di disegno di legge in esame si prefigge di intervenire sul vigente codice della strada, non solo per razionalizzare i numerosi interventi legislativi sulla materia succedutisi nel tempo, ma anche per un intervento di “manutenzione normativa”.

All’esito di tale intervento normativo, il codice comprenderà solo alcune disposizioni generali e, con riferimento ai conducenti, le prescrizioni comportamentali e le relative sanzioni: un testo breve, comprensibile per tutti e non solo per gli addetti ai lavori, e sicuramente non meno efficace sotto il profilo della certezza del diritto e della tutela della sicurezza stradale.

Tale sche ma di disegno di legge, da un lato indica i criteri direttivi per la riscrittura delle disposizioni che dovranno essere contenute nei decreti legislativi modificativi dell’attuale codice, dall’altro prevede la delegificazione di quelle materie che, in ragione dell’esigenza di un continuo adeguamento alla normativa comunitaria, meglio si prestano ad essere regolamentate in fonti di natura secondaria o amministrativa, in modo da poter intervenire sulle stesse con procedure celeri e tempestive.

I principali interventi riguardano:

la revisione della disciplina sanzionatoria, con espressa previsione di specifiche misure di premialità in relazione a comportamenti virtuosi nonché, in linea di continuità con quanto fatto dal legislatore nel ddl di conversione del dl “Fare”, misure riduttive dell’entità delle sanzioni in caso di pagamento delle stesse entro tempi ristretti;

introduzione, anche con riferimento ai conducenti minori di età, dell’istituto della patente a punti, al fine di intervenire celermente e preventivamente nell’educazione stradale dei giovani utenti della strada;

la previsione, che accoglie la richiesta dall’Associazione Vittime della Strada, di un coordinamento tra procedimento amministrativo e procedimento penale, al fine di evitare che le misure amministrative cautelari di sospensione della patente di guida perdano efficacia prima della definizione del procedimento penale. In tale modo chi è colto alla guida di un’autovettura sotto l’influenza di sostanze stupefacenti e/o di alcool, non potrà riottenere la patente fino a quando non è definito il procedimento penale;

inasprimento delle sanzioni per comportamenti ritenuti particolarmente pericolosi per la sicurezza stradale e nei confronti dei recidivi;

semplificazione burocratica nella presentazione dei ricorsi avverso le sanzioni amministrativi distinguendo chiaramente gli ambiti di competenza tra ricorsi amministrativi (dinanzi al Prefetto) e giurisdizionali (dinanzi al Giudice di Pace);

l’adozione di misure di tutela dell’utenza debole, anche con riguardo a sistemi di maggiore visibilità notturna per i ciclisti;

disposizioni riguardanti la circolazione dei veicoli sulla rete stradale ed autostradale in presenza di condizioni atmosferiche particolarmente proibitive, spesso causa di gravi disastri stradali e fenomeni di paralisi e congestione del traffico;

progettazione e costruzione di strade più sicure con espressa previsione di una moderna segnaletica e la creazione di infrastrutture ed arredi finalizzati anche alla sicurezza degli utilizzatori a due ruote;

introduzione di disposizioni atte a favorire l’istallazione e la diffusione di sistemi telematici applicati ai trasporti ai fini della sicurezza della circolazione e in un’ottica di semplificazione delle procedure di accertamento delle violazioni.

Saranno disciplinati con lo strumento più snello del regolamento, o dell’atto amministrativo, e resteranno fuori dal nuovo codice, tutte le materie di carattere tecnico, soggette a frequenti aggiornamenti a seguito delle norme europee, in modo da poter intervenire sulle stesse in modo più celere.

Al fine di snellire i procedimenti ed alleggerire gli oneri amministrativi gravanti sull’utenza, il disegno di legge in esame prevede l’emanazione di decreti dirigenziali per le istruzioni attuative in relazione alle modalità di semplificazione delle procedure e di dematerializzazione della relativa documentazione.

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DISEGNO DI LEGGE: finanziamento interventi di rimozione e demolizione immobili abusivi

Su proposta del ministro dell’Ambiente e della tutela del territorio e del mare, Andrea Orlando, è stato approvato uno sche ma di disegno di legge che introduce un meccanismo per rendere più agevole la rimozione e la demolizione di opere ed immobili realizzati abusivamente nelle aree del Paese classificate a rischio idrogeologico elevato. Si tratta di zone in cui le condizioni di fragilità del territorio (frane, alluvioni, erosione costiera etc.) rendono particolarmente urgente la necessità di realizzare interventi di messa in sicurezza, la cui concreta attuazione deve spesso fare i conti con l’esistenza di manufatti abusivi di vario genere: la mancata rimozione o demolizione di queste strutture realizzate illecitamente impedisce, o rende più difficoltosa, la progettazione e la realizzazione degli indispensabili interventi in questione.

L’abusivismo edilizio presenta d’altronde dati molto significativi: il Cresme, ad esempio, ha censito 258 mila immobili abusivi (tra nuove edificazioni e ampliamenti di rilevante entità) realizzati a cavallo tra il 2003 e il 2011. A tale quadro fa da riscontro, purtroppo, un ulteriore dato, altrettanto significativo, rappresentato dal deficit di attuazione delle ordinanze di demolizione riscontrabile su tutto il territorio nazionale.

Nella maggior parte dei casi, all’accertamento dell’abuso e all’adozione del relativo ordine di demolizione non consegue infatti l’esecuzione: dal 2000 al 2011, si è ad esempio stimato che in 72 comuni capoluogo di provincia, su 46.760 ordinanze emesse, solo 4.956 hanno avuto luogo.

Una delle cause di questo deficit esecutivo è sicuramente attribuibile al fatto che secondo le attuali norme le amministrazioni comunali hanno l’obbligo di agire in sostituzione del soggetto inadempiente per poi rivalersi economicamente su di esso per le spese sostenute. Ciò comporta per gli enti locali l’esigenza di rilevanti disponibilità finanziarie immediate. Ma spesso, come sappiamo, queste disponibilità non ci sono.

Per far fronte a questa mancanza di risorse, la legge prevede l’istituzione di un nuovo capitolo nello stato di previsione della spesa del Ministero dell’Ambiente che renderà disponibili ai Comuni che ne faranno richiesta appositi finanziamenti per la rimozione o la demolizione dei manufatti realizzati in assenza o in totale difformità del permesso di costruire.

Per il 2013 è previsto uno stanziamento di 10 milioni di euro.

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DECRETO PRESIDENZIALE: modifiche e integrazioni per attuazione legge sciopero

Su proposta del Presidente, il Consiglio ha approvato in via definitiva, acquisito il parere favorevole del Consiglio di Stato, un regolamento che modifica le norme per l’amministrazione e la contabilità della Commissione di garanzia per l’attuazione della legge sullo sciopero nei servizi pubblici. Le modifiche sono tese a meglio definire la distinzione tra le funzioni di indirizzo e controllo e le funzioni di gestione amministrativo – contabile. In particolare il regolamento attribuisce in via esclusiva al Coordinatore generale i compiti di gestione dell’Ufficio e riserva al Presidente della Commissione le funzioni di indirizzo e controllo. Tra i compiti di gestione sono inclusi l’individuazione e la ripartizione dei fondi in entrata e in uscita in appositi capitoli, le variazioni al bilancio di previsione, la predisposizione dei mandati di pagamento delle spese e la stipula dei contratti.

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DECRETO PRESIDENZIALE: organizzazione Uffici di diretta collaborazione del ministro della Salute

Su proposta del Presidente e del ministro della salute, Beatrice Lorenzin, è stato definitivamente approvato uno sche ma di regolamento sull’organizzazione degli Uffici di diretta collaborazione del ministro della Salute, nonché sulla disciplina dell’Organismo indipendente di valutazione della performance. Sul sono stati acquisiti i prescritti pareri parlamentari.

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DECRETO PRESIDENZIALE: attuazione del regolamento riguardante iniziative dei cittadini

Il Consiglio dei Ministri ha approvato, su proposta del Presidente del Consiglio dei Ministri, Enrico Letta e dei ministri degli Affari europei, Enzo Moavero Milanesi, e dell’Interno Angelino Alfano, uno sche ma di decreto del Presidente della Repubblica che rende più semplice e snella la procedura con la quale i cittadini possono presentare le dichiarazioni a sostegno di proposte legislative di rilevanza europea. Il decreto recepisce integralmente le osservazioni formulate dalla Commissione europea, permettendo così di archiviare il procedimento per non conformità alle norme del Regolamento EU n.211/2011.

Sul provvedimento saranno acquisiti i pareri del Garante per la protezione dei dati personali e del Consiglio di Stato.

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DECRETO LEGISLATIVO: Sanzioni per violazioni su sostanze che riducono lo strato di ozono

Il Consiglio dei Ministri ha approvato in via definitiva, su proposta dei ministri per gli Affari europei, Enzo Moavero Milanesi e della Giustizia, Anna Maria Cancellieri, il decreto legislativo che disciplina le sanzioni per la violazione delle norme europee sulle sostanze che riducono lo strato di ozono (Regolamento CE n. 1005 del 2009 del Parlamento europeo e del Consiglio). La normativa europea ha l’obiettivo di contribuire alla riduzione delle emissioni di ozono inquinante prevista dal Protocollo di Montreal e stabilisce le norme in materia di produzione, importazione, esportazione, immissione sul mercato, uso, recupero, riciclo rigenerazione e distruzione delle sostanze che riducono lo stato di ozono. Il regolamento attribuisce agli Stati membri la facoltà di disciplinare le sanzioni nel rispetto dei principi di efficacia, proporzionalità e dissuasione. Il decreto approvato dal Consiglio disciplina pertanto le sanzioni amministrative e pecuniarie per tutte le violazioni alle norme del Regolamento.

Sul provvedimento è stato acquisito il parere delle competenti Commissioni parlamentari.

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DECRETO LEGISLATIVO: Sanzioni per violazioni su diritti e obblighi dei passeggeri nel trasporto ferroviario

Il Consiglio dei Ministri ha votato, su proposta dei Ministri degli affari europei Enzo Moavero Milanesi e della giustizia Anna Maria Cancellieri, uno sche ma di decreto legislativo recante la disciplina sanzionatoria per la violazione delle disposizioni del Regolamento comunitario n.1371/2007, il quale impone una serie di obblighi a carico delle imprese e dei gestori delle infrastrutture ferroviarie a tutela dei diritti dei passeggeri nel trasporto ferroviario. Il decreto sarà inviato, per acquisire i prescritti pareri, alle competenti Commissioni parlamentari ed alla Conferenza permanente per i rapporti Stato – Regioni.

Questo provvedimento può essere definito lo strumento che rende operativa la carta dei diritti di chi viaggia in treno. Il problema è conosciuto, si fanno leggi e regolamenti che non vengono applicati. Stabilire chi deve farli osservare, a chi può rivolgersi il cittadino per vedersi tutelati i suoi diritti e soprattutto le sanzioni (il vero fattore deterrente) in cui incorre chi viola le regole che si è impegnato a osservare. Trattandosi di un servizio pubblico vitale, si pensi soprattutto ai pendolari, questo decreto viene a colmare una lacuna che non ci faceva onore.

La norma è necessaria per rendere effettiva l’applicazione del regolamento europeo n.1371/2007 che prevede la costituzione di un organismo di controllo che adotta le misure per garantire una serie di obblighi a carico delle imprese e dei gestori dell’infrastruttura ferroviaria a tutela dei diritti dei passeggeri.

L’organismo individuato è la costituenda l’Autorità dei trasporti, che avrà a tal fine il compito di stabilire misure per di garantire il rispetto dei diritti dei passeggeri e di definire il regime sanzionatorio applicabile per inosservanza delle disposizioni stabilite dal Regolamento comunitario.

Lo scopo delle sanzioni è di promuovere la piena applicazione delle garanzie e dei diritti dei consumatori, di migliorare la qualità e l’efficienza dei servizi su rotaia e, conseguentemente, la sicurezza di tali servizi.

Alcuni esempi

Nel caso in cui spetti all’impresa ferroviaria rendere preventivamente pubblica la propria decisione di sopprimere un servizio e tale obbligo risulti inosservato, l’impresa ferroviaria è soggetta al pagamento di una sanzione amministrativa pecuniaria da 2.000 euro a 10.000 euro per ciascun treno.

Violazione degli obblighi informativi. In caso di inosservanza di ciascuno degli obblighi informativi relativi ai viaggi oggetto del contratto di trasporto, le imprese ferroviarie e i venditori di biglietti che offrono contratti di trasporto per conto di una o più imprese ferroviarie sono soggetti al pagamento di una sanzione amministrativa pecuniaria da 1.000 euro a 5.000 euro

In caso di inosservanza dell’obbligo di corrispondere il pagamento anticipato per il decesso o ferimento del passeggero, le imprese ferroviarie sono soggette al pagamento di una sanzione amministrativa pecuniaria da 10.000 euro a 20.000 euro in caso di lesioni del passeggero e da 20.000 euro a 40.000 euro in caso di decesso.

Modalità di indennizzo. L’impresa ferroviaria rende conoscibili ai passeggeri, secondo forme e con mezzi idonei, ed anche mediante l’istituzione di servizi su portali internet, le disposizioni concernenti le modalità di indennizzo e di risarcimento in caso di responsabilità per ritardi, perdite di coincidenze o soppressione di treni. In caso di inosservanza di tale obbligo l’impresa ferroviaria è soggetta al pagamento di una sanzione amministrativa pecuniaria da 1.000 euro a 5.000 euro.

Assistenza ai passeggeri. In caso di inosservanza di ciascuno degli obblighi in materia di assistenza al viaggiatore in caso di ritardo o interruzione del viaggio, l’impresa ferroviaria è soggetta al pagamento di una sanzione amministrativa pecuniaria da 2.000 euro a 10.000 euro per ogni evento verificatosi. Mentre in caso di inosservanza dell’obbligo di fornire servizi di trasporto alternativo nel caso in cui il viaggio non possa essere proseguito, l’impresa ferroviaria è soggetta al pagamento di una sanzione amministrativa pecuniaria da 2.000 euro a 10.000 euro per ogni evento verificatosi.

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DISEGNO DI LEGGE: Ratifica protocollo concernente preoccupazioni del popolo irlandese sul trattato di Lisbona

Il Consiglio dei Ministri ha approvato, su proposta dei ministri degli Affari esteri Emma Bonino e degli Affari europei Enzo Moavero Milanesi, un disegno di legge per la ratifica e l’esecuzione del Protocollo concernente le preoccupazioni del popolo irlandese relativamente al Trattato di Lisbona. A seguito dell’esito negativo del referendum svoltosi in Irlanda nel 2008, i Capi di Stato e di Governo degli Stati membri dell’Unione hanno deciso di adottare, sotto forma di Protocollo da allegare al Trattato sull’Unione europea (TUE) ed al Trattato sul funzionamento dell’Unione europea (TFUE), una serie di disposizioni volte a tutelare, in particolare, il diritto alla vita, alla famiglia, all’istruzione, fiscalità, sicurezza e difesa.

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Proroga sei mesi dello scioglimento dei Comuni di Bagaladi, Bova Marina, Leini, Racalmuto, Gragnano

Al fine di consentire il proseguimento delle operazioni di risanamento delle istituzioni locali da forme di condizionamento da parte della criminalità organizzata riscontrate nella vita amministrativa, il Consiglio dei Ministri ha approvato, su proposta del ministro dell’Interno, Angelino Alfano, la proroga per sei mesi dello scioglimento dei Consigli comunali di Bagaladi e Bova Marina (Reggio Calabria), Leini, (Torino), Racalmuto (Agrigento) e Gragnano (Napoli).

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Il Consiglio ha inoltre approvato:

– su proposta del ministro dell’Economia e delle Finanze, Fabrizio Saccomanni, la nomina in via definitiva dei Direttori delle Agenzie fiscali :

Attilio BEFERA – Agenzia delle entrate;

Giuseppe PELEGGI – Agenzie delle dogane e dei Monopoli;

Stefano SCALERA – Agenzia del demanio

– su proposta del ministro della Difesa, Mario Mauro, il conferimento dell’incarico di Segretario generale della Difesa e Direttore nazionale degli armamenti al generale di corpo d’armata r.n. delle Armi di fanteria, cavalleria, artiglieria, genio, trasmissioni dell’Esercito in s.p. Enzo STEFANINI

– su proposta del ministro dello Sviluppo economico, Flavio Zanonato, il conferimento dei seguenti incarichi:

Sabina DE LUCA – Capo del Dipartimento per lo sviluppo e la coesione economica,

Leonardo SENNI – Capo del Dipartimento per l’energia

Roberto SAMBUCO – Capo Dipartimento per le comunicazioni

Giuseppe TRIPOLI – Capo Dipartimento per l’impresa e l’internazionalizzazione

– su proposta del ministro delle Politiche agricole alimentari e forestali, il conferimento dei seguenti incarichi:

Gianluca Maria ESPOSITO – Capo Dipartimento delle politiche competitive, della qualità agroalimentare e della pesca;

Giuseppe BLASI – Capo Dipartimento delle politiche europee e internazionali e dello sviluppo rurale;

Stefano VACCARI – Capo Dipartimento dell’Ispettorato centrale della tutela della qualità e della repressione frodi dei prodotti agroalimentari.

– su proposta del ministro dell’Interno, Angelino Alfano:

Movimento di prefetti

POSTIGLIONE Umberto – da Palermo, è destinato a svolgere le funzioni di Capo del Dipartimento per gli affari interni e territoriali

VALERI Alessandro Raffaele – da Capo della Segreteria del Dipartimento della pubblica sicurezza, è collocato a disposizione ai sensi della legge n. 410/91

PANICO Vincenzo – è destinato a svolgere le funzioni di Capo della Segreteria del Dipartimento della pubblica sicurezza, cessando dalla disponibilità ai sensi dell’art. 12, comma2-bis, del D.Lgs. n. 139/2000

CANNIZZO Francesca Rita Maria – da Catania, è destinata a svolgere le funzioni di Prefetto di Palermo

FEDERICO Maria – da Prato, è destinata a svolgere le funzioni di Prefetto di Catania

SIMONETTI Maria Laura – da Belluno, è destinata a svolgere le funzioni di Prefetto di Prato

BARBATO Giacomo – è destinato a svolgere le funzioni di Prefetto di Belluno, cessando dalla disponibilità ai sensi dell’art. 12, comma2-bis, del D.Lgs. n. 139/2000

CINCARILLI Carla – da Direttore Centrale per le risorse umane presso il Dipartimento dei vigili del fuoco, del soccorso pubblico e della difesa civile, è destinata a svolgere le funzioni di Prefetto di Mantova

MAGNO Marilisa – da Trapani, è destinata a svolgere le funzioni di Direttore Centrale per le risorse umane presso il Dipartimento dei vigili del fuoco, del soccorso pubblico e della difesa civile

FALCO Leopoldo – è destinato a svolgere le funzioni di Prefetto di Trapani, cessando dalla disposizione con incarico ai sensi della legge n. 410/91

DI BARI Michele – da Vibo Valentia, è destinato a svolgere le funzioni di Prefetto di Modena

BRUNO Giovanni – è destinato a svolgere le funzioni di Prefetto di Vibo Valentia, cessando dalla disposizione con incarico ai sensi della legge n. 410/91

REPPUCCI Antonio – da Catanzaro, è destinato a svolgere le funzioni di Prefetto di Perugia

CANNIZZARO Raffaele – da Cosenza, è destinato a svolgere le funzioni di Prefetto di Catanzaro

TOMAO Gianfranco – da direttore dell’Ufficio per l’amministrazione generale del Dipartimento della pubblica sicurezza è destinato a svolgere le funzioni di Prefetto di Cosenza

VALENTINI Marco – da Grosseto, è destinato a svolgere le funzioni di Direttore dell’Ufficio per l’amministrazione generale del Dipartimento della pubblica sicurezza

MANZONE Anna Maria – è destinata a svolgere le funzioni di Prefetto di Grosseto, cessando dalla disposizione con incarico ai sensi della legge n. 410/91

SARTI Sandra – da Direttore Centrale degli affari dei culti presso il Dipartimento per le libertà civili e l’immigrazione, è collocata a disposizione ai sensi della legge n. 410/91 con incarico di Vice Capo di Gabinetto del ministero dell’Interno

IURATO Giovanna Maria Rita – è destinata a svolgere le funzioni di Direttore Centrale degli affari dei culti presso il Dipartimento per le libertà civili e l’immigrazione, cessando dalla disponibilità ai sensi dell’art. 12, comma2-bis, del D.Lgs. n. 139/2000

SALADINO Vittorio – da Terni, è destinato a svolgere le funzioni di Capo dell’Ispettorato generale di amministrazione presso il Dipartimento per le politiche del personale dell’amministrazione civile e per le risorse strumentali e finanziarie

BELLESINI Gianfelice – è destinato a svolgere le funzioni di Prefetto di Terni, cessando dalla disposizione con incarico ai sensi della legge n. 410/91

PICCIAFUOCHI Paola – da Direttore dell’Ufficio centrale ispettivo presso il Dipartimento dei vigili del fuoco, del soccorso pubblico e della difesa civile, è destinata a svolgere le funzioni di Prefetto di Cremona

PALMISANI Patrizia – è collocata a disposizione con incarico ai sensi della legge 30 dicembre 1991, n. 410, cessando dalla posizione di fuori ruolo presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri

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Su proposta del Ministro per gli affari regionali e le autonomie, Graziano Delrio, il Consiglio dei Ministri ha esaminato diciannove leggi regionali.

Per la seguente legge regionale è stata deliberata l’impugnativa:

1) Legge Regione Abruzzo n. 14 del 07/06/2013 “Interpretazione autentica dell’articolo 11, comma 1, lettera c), della L.R. 30 marzo 2007, n. 5 (Disposizioni urgenti per la tutela e la valorizzazione della costa teatina) e modifiche alla L.R. 2/2008 (Provvedimenti urgenti a tutela del territorio regionale) e alla L.R. 41/2011 (Disposizioni per l’adeguamento delle infrastrutture sportive, ricreative e per favorire l’aggregazione sociale nella città di L’Aquila e degli altri Comuni del cratere)”, in quanto contiene disposizioni in contrasto i principi statali in materia di “produzione, trasporto e distribuzione dell’energia” e, pertanto, viola l’art. 117, terzo comma, della Costituzione, nonché l’art.118, primo comma, della Costituzione. La normativa regionale inoltre, intervenendo in materie riconducibili a titoli di competenza esclusiva dello Stato quali l’ordine pubblico e la sicurezza ed incidendo sulla determinazione dei livelli essenziali delle prestazioni concernenti i diritti civili e sociali che devono essere garantiti su tutto il territorio nazionale, viola l’articolo 117, secondo comma lettere h) ed m), della Costituzione.

Inoltre il Consiglio dei Ministri ha deliberato la non impugnativa delle seguenti leggi:

1) Legge Regione Abruzzo n. 12 del 28/05/2013 “Modifiche all’art. 7 della L.R. 15/2003, integrazione all’art. 3 della L.R. 10/2013, sostituzione dell’art. 3 della L.R. 41/2011, contributi per la salvaguardia del Trabocco di Punta Turchino, tutela del patrimonio arboreo della regione, contributi a favore del CIAPI e del COTIR e disposizioni per il funzionamento della Struttura del Servizio Cooperazione territoriale IPA Adriatico.”

2) Legge Regione Abruzzo n. 13 del 05/06/2013 “Modifica al comma 7, dell’art. 17, della L.R. 10.1.2013, n. 2 recante “Disposizioni finanziarie per la redazione del bilancio annuale 2013 e pluriennale 2013-2015 della Regione Abruzzo (Legge finanziaria regionale 2013)” e modifica al comma 1, dell’art. 3 bis, della L.R. 11.3.2013, n. 6 recante “Misure urgenti per lo sviluppo dell’Agricoltura e della Pesca in Abruzzo.”

3) Legge Regione Abruzzo n. 15 del 07/06/2013 “Modifiche ed integrazioni alla L.R. 11 dicembre 2007, n. 41 (Istituzione e disciplina del Consiglio delle Autonomie locali) e modifica alla L.R. 19.6.2012, n. 27 (Disciplina delle modalità di affidamento di impianti sportivi da parte degli Enti pubblici territoriali della Regione Abruzzo, interventi a favore degli atleti paralimpici e disciplina per la concessione di contributi a sostegno dell’impiantistica sportiva di cui al Titolo XI della L.R. 20/2000).”

4) Legge Regione Calabria n. 27 del 05/06/2013 “Modifiche ed integrazioni alla legge regionale 27 dicembre 2012, n. 69 (Provvedimento generale recante norme di tipo ordinamentale e finanziario – Collegato alla manovra di finanza regionale per l’anno 2013).”

5) Legge Regione Marche n. 11 del 06/06/2013 “Disciplina dell’attività di lavanderia a gettoni. Modifiche alle leggi regionali 5 dicembre 2011, n. 25 Disciplina dell’attività di tintolavanderia”, 20 novembre 2007, n. 17 “Disciplina dell’attività di acconciatore e di estetista” e 25 gennaio 2005, n. 2 “Norme regionali per l’occupazione, la tutela e la qualità del lavoro.”

6) Legge Regione Marche n. 12 del 06/06/2013 “Disposizioni particolari per il sostegno dell’attività edilizia.”

7) Legge Regione Lombardia n. 2 del 13/06/2013 “Disposizioni urgenti per il funzionamento delle Aziende regionali per l’edilizia residenziale pubblica (ALER)”.

8) Legge Regione Veneto n. 11 del 14/06/2013 “Sviluppo e sostenibilità del turismo veneto”.

9) Legge Regione Liguria n. 16 del 13/06/2013 “Modifiche ed integrazioni alla legge regionale 7 ottobre 2009, n. 40 (Testo unico della normativa in materia di sport) ed alla legge regionale 3 maggio 2006, n. 10 (Disciplina della diffusione dell’esercizio cinematografico, istituzione della Film Commission regionale e istituzione della mediateca regionale)”.

10) Legge Regione Liguria n. 17 del 13/06/2013 “Sospensione temporanea della presentazione del Documento Unico di regolarità contributiva da parte degli operatori del commercio sulle aree pubbliche di cui all’articolo 36 bis della legge regionale 2 gennaio 2007, n. 1 (Testo Unico in materia di commercio)”.

11) Legge Regione Lombardia n. 3 del 24/06/2013 “Riduzione dei costi della politica in attuazione del decreto-legge 10 ottobre 2012, n. 174 (Disposizioni urgenti in materia di finanza e funzionamento degli enti territoriali, nonché ulteriori disposizioni in favore delle zone terremotate nel maggio 2012), convertito, con modificazioni, dalla legge 7 dicembre 2012, n. 213”.

12) Legge Regione Abruzzo n. 16 del 18/06/2013 “Interventi a sostegno del reddito minimo garantito”.

13) Legge Regione Abruzzo n. 17 del 18/06/2013 “Integrazione alla L.R. 10 agosto 2012, n. 41 (Disciplina in materia funeraria e di polizia mortuaria)”.

14) Legge Regione Toscana n. 30 del 18/06/2013 “Disposizioni in materia di referendum regionali. Modifiche alla l.r. 62/2007 ed alla l.r. 51/2010”.

15) Legge Regione Toscana n. 31 del 18/06/2013 “Istituzione del Comune di Figline e Incisa Valdarno, per fusione dei Comuni di Figline Valdarno e Incisa in Val d’Arno”.

16) Legge Regione Toscana n. 32 del 18/06/2013 “Istituzione del Comune di Castelfranco Piandiscò, per fusione dei Comuni di Castelfranco di Sopra e Pian di Scò”.

17) Legge Regione Toscana n. 33 del 18/06/2013 “Integrazione alla disciplina del piano interprovinciale di gestione dei rifiuti. Modifiche alla l.r. 25/1998”.

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Il Consiglio ha preso atto del superamento del dissenso espresso in conferenza di servizi in merito all’istanza per l’installazione e l’esercizio di un nuovo impianto di distribuzione di carburante nel comune di Vigonza (Padova) ed ha condiviso il parere contrario espresso in conferenza di servizi in merito al rinnovo dell’autorizzazione paesaggistica per la realizzazione di una “country house” nel comune di Camerota (Salerno);

Il Consiglio dei ministri ha infine deliberato lo stato di emergenza in conseguenza degli eventi alluvionali verificatisi nei giorni dal 16 al 24 maggio 2013 nel territorio della Regione Veneto.

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