Fronteggiare l’immigrazione clandestina nel rispetto dei diritti umani

By on 6 luglio 2013

ClandestiniIQ. 06/07/2013 – Sarà istituito un gruppo di lavoro permanente di alto livello, incaricato di dare seguiti concreti alle intese raggiunte oggi. Ad annunciarlo è il ministro dell’Interno Angelino Alfano al termine del vertice Italia-Libia, che si è svolto il 4 Luglio a Palazzo Chigi dove il vicepremier ha incontrato in un incontro bilaterale il ministro degli Esteri e della Cooperazione internazionale, Mohamed Emhemmed Abdelaziz.

Tra i temi al centro dei colloqui, l’esame dell’attuale situazione politica della Libia, con particolare riferimento ai profili della sicurezza, del contrasto alla immigrazione clandestina e al traffico di esseri umani. Lavoreremo attivamente, ha detto Alfano, con un forte spirito di collaborazione tra i nostri Paesi, per fare fronte al fenomeno dell’immigrazione clandestina, nel pieno rispetto dei diritti umani. Perché ciò possa avvenire, è necessario incidere nei percorsi di sviluppo della Libia. L’Italia, come è emerso dal recente vertice del G8, è in prima fila tra i Paesi di riferimento per la collaborazione politica ed economica con Tripoli e per i processi di stabilizzazione e ricostruzione della Libia”.

Entrambe le parti hanno convenuto sull’importanza della collaborazione peraltro gia’ in atto tra i due Paesi e la comune volonta’ di proseguire e rafforzare ulteriormente i rapporti bilaterali. Il ministro Abdelaziz ha confermato, da parte sua, la determinazione dell’autorità di Tripoli a un maggiore impegno nel controllo delle proprie coste al fine di evitare il ripetersi di nuovi sbarchi. Alfano ha assicurato la disponibilità del nostro Paese a cooperare con le autorità libiche, fornendo corsi di formazione e addestramento per le forze di polizia, per il personale dell’amministrazione civile e per i vigili del fuoco.

L’importanza della cooperazione per affrontare e arginare l’immigrazione tra i due Paesi è stata ribadita anche dal primo ministro libico Ali’ Zeidan che ha sottolineato come “una soluzione vera richiede progetti di sviluppo nelle zone che esportano immigrazione per stabilizzare gli immigrati la’ dove stanno”.

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