L’Alternativa Democratica.

By on 30 aprile 2013

Parlamentodi Cristiano Ottaviani (*)

IQ. 30/04/2013 – L’Alternativa Democratica.

I drammatici fatti di questi giorni, in cui un uomo disperato ha criminalmente fatto fuoco contro alcuni carabinieri in servizio presso Palazzo Chigi, sposta l’ attenzione sui modi del dibattito politico e in particolare su quelli dell’ opposizione.

Non trovo giusto considerare il movimento di Grillo eversivo. I 5 Stelle, in maniera scomposta e da neofiti, si sono inseriti in un’ arena mediatica abituata da anni ad alzare i toni, che ha rinunciato al gusto e al dovere dell’analisi per rifugiarsi negli slogan facili e nelle demonizzazioni.

Nel dibattito politico è sempre presente una certa dose di propaganda ed è impensabile che non sia così. E’ però un problema quando la propaganda, intesa essenzialmente come “forma”, prevale nettamente sulla “sostanza”, ovvero sulla concreta capacità di affrontare e risolvere problemi attraverso gli strumenti offerti dalla politica.

Berlusconi ha per 20 anni diviso gli italiani in pro e contro; ciò ha fornito un’ escamotage per unirsi alla sinistra, desiderosa di trovare un nemico comune, e alla destra, che ha finito per sviluppare l’identità del suo leader invece che la propria.Se in questi decenni ci si fosse confrontati su temi importanti, come le riforme istituzionali, l’economia, l’Europa e la giustizia, sicuramente il nostro Paese ne avrebbe tratto beneficio.

Il Movimento 5 Stelle non è forte in se, ma grazie alla rabbia e agli errori generati dai politici tradizionali. Grillo è restato quello dei suoi spettacoli di qualche anno fa: un magnifico istrione che con veemenza e genialità fustiga le contraddizioni della nostra società e offre spunti su cui riflettere; ma in lui non c’è alcuna proposta politica seria e coerente. Le sue tesi economico-politiche mi sembrano appariscenti ma facilone, incoerenti e con una certa dose di disonestà intellettuale. Riconosco che il Movimento, sia pure indirettamente, sta avendo anche effetti positivi.

Sta spaventando una “ casta” pigra e chiusa nel suo “ particulare” che, temendo di perdere ciò ” a cui è abituata, tenta di trovare delle soluzioni magari anche, ma sono ottimista, affrontando qualche problema reale. Ricordo inoltre che i 5 Stelle hanno il grande merito di aver vigilato sul testo del decreto che destina decine di miliardi alle aziende che devono riscuotere crediti da parte dello Stato, provvedimento che così come concepito dal governo Monti, avrebbe visto le banche destinatarie della liquidità.

Senza altro non si può negare che il Movimento 5 Stelle rappresenti una speranza per milioni di italiani perbene, stanchi del flaccido e inconsistente sistema dei partiti .Lodevole è il tentativo, da parte di questa forza politica, di voler ricostituire un vero contatto con le persone e le loro difficoltà. Sono convinto che tra i militanti e i parlamentari grillini ne esistano potenzialmente di interessanti, forse tra le espressioni di una nuova classe dirigente, costituita da laureati sottopagati e talvolta immigrati, che per ora aspetta, ma che potrebbe subentrare come forza di riserva in caso di crisi.

Tutto ciò tuttavia è più il frutto indiretto del caso o di singole battaglie che di una seria strategia e visione politica.

Marco Travaglio, che del moralismo è sempre stato uno strenuo sostenitore, considera Grillo il leader reale dell’opposizione, ovvero del fronte che si batte a favore della democrazia contro il regime dell’inciucio. Sicuramente i 5 Stelle sono l’opposizione, ma su come questo movimento, in evoluzione e fortemente acerbo, sia il rappresentante di un concreto progetto democratico alternativo al tradizionale occorre sollevare dubbi.

Molti dicono che l’atteggiamento dei 5 Stelle si giustifica tenendo conto del loro carattere non violento, ma rivoluzionario. Il problema tuttavia non è lo stile “duro e puro” del movimento, ma la poco coerenza politica e strategica, legata alla mancanza di una seria visione culturale, fondamentale soprattutto quando si vogliono realmente cambiare le cose.

La presenza nelle liste del movimento di candidati alla Presidenza della Repubblica filo europeisti come Bonino e Prodi e non di “non-euro”, molto amati dal popolo grillino, come Bagnai e Napoleoni, ci fa capire come sia labile la loro proposta politica .

Dietro il verbo rilevato della “Democrazia della Rete”, sembra per alcuni spiccare la regia spregiudicata e geniale di Gianroberto Casaleggio , a mio avviso vero leader dei 5 Stelle. Il Guru, secondo degli osservatori , è abile nel trasformare le energie vive e arrabbiate del Paese in una sorta di potenziale “canale b”, fedele ai poteri forti e al tempo stesso propenso a coprire la crisi economica con la sovrastruttura del laicismo più estremo e con le vivaci modalità della democrazia dal basso.

Si rischia di riproporre lo schema della “democrazia bloccata” a cui siamo stati abituati durante la guerra fredda e ideale, anche ora, per gestire in chiave conservatrice la difficile crisi economica e la cessione indiretta di sovranità alla Bce. Il pericolo di degenerazioni di piazza e terrorismo con queste premesse è altissimo. Grillo su ciò non ha colpe e ha ragione quando rivendica il suo ruolo di moderatore della rabbia popolare. La sua responsabilità, nel suo caso in totale buonafede, è altra, ed è tutta politica.

Se si vuole favorire la rinascita democratica dell’Italia bisogna sapersi rapportare in maniera istituzionale con i problemi e i modi della politica e avere uomini e idee all’altezza dei tempi.

Quando è nata la democrazia italiana nel dopoguerra, grazie alla costituzione e alla adesione alla civiltà occidentale del 1948, i padri della Patria erano il liberaldemocratico Einaudi, il repubblicano Pacciardi, il socialdemocratico Saragat e il democristiano De Gasperi; il fronte di ricostruzione democratica di Grillo e Casaleggio invece sfoggia Crimi, la Lombardi, il camionista Nick, il nero e, come idea di fondo, ha il culto della dea Gaia; sinceramente un po’ poco per costituire un consistente problema allo status quo.

Non sappiamo se il “ grillismo” con il tempo diverrà qualcosa di più strutturato e realmente incisivo rispetto a ciò che è oggi, non sappiamo neanche se ,chi lo ha realmente fondato e diretto, abbia interesse a che lo sia.

 (*) Giornalista Pubblicista

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