Pdl, Storace (La Destra): “Colonnelli degradati dal cavaliere di ritorno”

By on 27 novembre 2012

Riceviamo e Pubblichiamo: Comunicato Stampa La Destra

IQ. Roma, 27/11/2012 – “Le cronache ci raccontano di un Pdl ormai allo sbando, praticamente senza alcuna prospettiva. Non sappiamo ancora che faranno il 16 dicembre, giorno delle primarie più strane del mondo, noi sappiamo dove saremo la domenica prima, il 9, quando raduneremo il nostro movimento nella vasta cornice del teatro Olimpico di Roma.

Nel centrodestra la confusione e’ a mille. E forse proprio per questo Berlusconi – che ho sentito al telefono e vedrò nei prossimi giorni per capire bene che ha in mente – ha deciso di passare all’offensiva. E’ innamorato di Forza Italia esattamente come noi lo siamo de La Destra. Il Pdl non gli piace più, a noi non e’ mai piaciuto”. E’ quanto scrive Francesco Storace, segretario nazionale de La Destra, nel suo editoriale sul sito del partito e su Il Giornale d’Italia.

“Lui osteggia le primarie, loro insistono. Ma che senso hanno se Berlusconi se ne va portando con sé molto del consenso residuo dello stesso Pdl? Davvero pensano che un partito che si ridurrebbe attorno all’8 per cento dei voti possa convocare il popolo per esprimere il candidato alla presidenza del Consiglio? Non e’ un atto di presunzione?

Poi, fossero di coalizione…. No, le vogliono di partito. Anzi, di mezzo partito…. Tutto questo per rimanere nell’ambiguità delle posizioni, per tentare di tenere insieme Frattini e la Meloni. Ma non andava bene quando era un partito grande, figuriamoci ora…. Non possono stare insieme i Monti e gli antiMonti, gli europeisti fanatici e gli euroscettici, i bancocrati e gli antiBce, i favorevoli all’art. 18 e i contrari, gli sponsor dell’immigrazione e gli anticlandestini. La sovranità ha un prezzo e non la si baratta col potere (che peraltro svanisce). Berlusconi sceglie di rifondare il suo primo partito e il problema si porrà per chi oggi milita ancora nel Pdl. La tragedia – continua Storace – riguarderà quelli che furono i capicorrente di Alleanza nazionale.

 Matteoli si guarda attorno, Alemanno rifiuta di svoltare a destra e sceglie Repubblica per dichiararlo. Ma lo si era capito da un pezzo. Il guaio e’ che sta facendo correre a Roma il rischio di dover scegliere tra il Pd e Beppe Grillo.

Gasparri e La Russa sono legati ad Alfano fino a che Alfano non li mollerà per tornare da Silvio (fra una settimana). La Meloni insegue le primarie mentre farebbe bene a puntare a costruire un grande partito di destra e non una corrente di un ormai ridotto partito del centrodestra.

Se penso a quante volte hanno usato con disprezzo la parola partitino… E ora? Uscivano da un grande partito, si sono illusi che fosse miglior cosa il partito grande….

Chi troverà sulla sua strada Silvio Berlusconi? Non credo che punti davvero al Monti bis, se fa una mossa come quella che ha in mente. Chi glielo fa fare di doversi reincontrare con Casini e Fini, magari con rapporti di forza peggiori del passato?

Punterà a costruire una coalizione. L’esito dipenderà dai contenuti e dalla legge elettorale, che a questo punto non deve più assomigliare all’orrendo progetto Malan tutto proporzionale. Basta aggiungere una soglia d’accesso al premio di maggioranza del porcellum.

Poi – conclude Storace – il territorio, con le regionali in Lombardia, Lazio e Molise, il Campidoglio, l’election day.

La stagione che si apre può essere esaltante o deprimente. Dipenderà dalle capacità di ciascuno.

Noi guarderemo i contenuti. E il 9 dicembre saremo ancora più chiari. Abbiamo il dovere di farlo davanti al nostro popolo”.

 

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