Tensione alle stelle sull’Ilva di Taranto.

By on 26 novembre 2012

di Pietro Bardoscia

IQ. Taranto, 26/11/2012 – La dirigenza dell’Ilva ha comunicato che i lavoratori dell’area a freddo, circa 5mila, possono andare tutti a casa, a cominciare dal prossimo turno. I badge sono tutti disattivati.

Questo come reazione ai provvedimenti della magistratura con gli arresti e sequestri effettuati nella giornata odierna.

Dall’Azienda è arrivata una nota di fuoco contro il sequestro della produzione disposto dalla magistratura che comporterà in modo immediato e ineluttabile l’impossibilità di commercializzare i prodotti e, per conseguenza, la cessazione di ogni attività nonchè la chiusura dello stabilimento di Taranto e di tutti gli stabilimenti del gruppo che dipendono, per la propria attività, dalle forniture dello stabilimento di Taranto.

Inoltre l’Ilva ha ribadito l’assoluta regolarità delle autorizzazioni e dell’impatto produzione –ambiente ed ha ribadito l’assoluta inconsistenza di qualsiasi eccesso di mortalità ascrivibile alla propria attività industriale, così come le consulenze epidemiologiche sopraccitate inequivocabilmente attestano.

I sindacati annunciano la mobilitazione; Fim, Fiom e Uilm ritengono che se non arriverà ad una convocazione presso la Presidenza del Consiglio nelle prossime ore, si proclamerà uno sciopero nazionale di tutto il Gruppo per giovedì 29 novembre con manifestazione sotto Palazzo Chigi.

 La situazione venutasi a creare all’Ilva di Taranto rischia di portare alla chiusura anche gli stabilimenti di Genova, dove lavorano 1.760 persone.

 

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