Lazio. Biserna (Uil Fpl Lazio):”Il 29 Novembre manifestazione sotto la Regione a difesa dell’occupazione”.

By on 25 novembre 2012

Di Pietro Bardoscia

IQ. Lazio, 25/11/2012 – Come avevo ampiamente previsto il sig. Bondi, nominato direttamente da Monti quale Commissario Straordinario per il piano di rientro dal debito della sanità laziale, e quindi con il compito di “tagliare”, sta procedendo a passo spedito nel programma senza considerare che la salute dei cittadini non può essere minimamente paragonata al latte, alle merendine ecc..

Lo dichiara il Segretario Regionale della Uil Fpl del Lazio Sandro Biserna.

Nonostante le richieste d’incontro avanzate dalle OO.SS. rimaste inevase, il Commissario ha iniziato imperterrito a fare il ragioniere; nella giornata di ieri ha emanato due decreti commissariali applicando quanto previsto dalla sua deforme creatura (è lui l’ideatore della revisione della spesa), quindi un ulteriore taglio aggiuntivo rispetto a quanto già effettuato e previsto dal piano di rientro.

Il primo decreto il 349 prevede un taglio dei badget (quanto la regione paga per le prestazioni rese – il cui numero è già fissato ad inizio anno e concordato con le singole strutture) alle strutture private convenzionate e classificate (religiose), pari al 6,8519% cioè circa 96 milioni di euro. Come era prevedibile il Bondi non ha considerato nulla: nel Lazio circa il 50% delle prestazioni sanitarie sono erogate da queste strutture; non ha considerato che le prestazioni da erogare erano state concordate con la Regione Lazio ad inizio anno per cui in moltissimi casi avendo quasi raggiunto il badget concordato, questo taglio obbliga queste strutture a bloccare l’erogare servizi e quindi saranno costrette a chiudere le attività con la ovvia conseguenza della Cassaintegrazione (se intendono restare nel ssr). Tutto ovviamente a spese dello Stato, e togliendo ai cittadini quel tipo di prestazioni. E’ impensabile decidere, alla fine di novembre, di tagliare retroattivamente i badget; scontati i contenziosi legali.

E’ bene che si sappia che tra le strutture colpite ci sono eccellenze di carattere nazionale quali, per la riabilitazione il Santa Luicia Ardeatina meno 2.500.000, la San Raffaele di Cassino e la San Raffaele di Viterbo (la società ha preannunciato la chiusura delle attività e quindi il licenziamento di quasi 700 lavoratori), il Policlinico Gemelli già in crisi economica che ha visto 80 lavoratori in Cassaintegrazione.

La situazione già grave da mesi – prosegue Biserna – vede le OO.SS. impegnate in estenuanti trattative per salvare il contratto di lavoro ed i posti di lavoro; il decreto Bondi, in sintesi, dice al P.Gemelli che gli toglierà 19.527.000 di euro. Inoltre il decreto incide nella già criticissima situazione dell’IDI , con i lavoratori che non percepiscono lo stipendio da Luglio e che stanno lottando barricandosi sui tetti della struttura arrivando fino al gesto estremo dello sciopero della fame a partire dal 28. Il commissario che solo l’altro giorno al Senato aveva dato segnali di apertura, oggi gli toglie prestazioni per 2.246.000 euro, quindi niente prestazioni per i cittadini ed impossibilità di pagare gli stipendi; lo stesso vale per il San Carlo di Nancy e per tutte le altre strutture.

E’ vergognoso, ma lotteremo con le unghie e con i denti – conclude il Segretario Regionale della Uil Fpl del Lazio Biserna – per fermare questo assalto alla sanità laziale; non è concepibile far pagare più tasse ai cittadini laziali per un debito creato da politici e burocrati, in molti casi accertati come “ladroni” e, nel contempo togliere il diritto alla salute agli stessi cittadini.

Una volta si diceva: “cornuti e mazziati”.

Il 29 Novembre la manifestazione sotto la Regione a difesa dell’occupazione sarà solo l’inizio; stiamo preparando una iniziativa che non ha precedenti nella storia del movimento sindacale, coinvolgeremo tutti, i cittadini.

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