Tutti diversi tutti uguali. In Italia non è così

By on 3 novembre 2012

Di Stefania Paradiso

“Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.
E’ compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese.” Art. 3 della Costituzione Italiana
Ma siamo proprio sicuri che sia così?
È da molti giorni ormai che i malati di Sla sono in sciopero della fame contro i tagli del Governo.
I 658 milioni destinati ai disabili gravi, infatti, sono stati spostati con la spending review nel fondo a disposizione della presidenza del Consiglio.
“Il Comitato aspetterà il 20 novembre, se non avremmo risposte 100 malati riprenderanno la protesta con azioni eclatanti ed estreme”. È quanto si legge in una nota del Comitato 16 Novembre, l’associazione dei malati di Sla.
Balduzzi e Fornero hanno chiesto al Comitato 20 giorni di tempo per produrre atti. E il Comitato si è detto “certo dell’impegno dei Ministri, che hanno piena fiducia”.
Uno Stato civile, sociale e di diritto non può permettere uno scempio del genere.
Un disabile, prima che disabile, è un essere umano che ha diritto e doveri, come i giovani, gli anziani, i bambini e ogni cittadino.
Integrazione, solidarietà, aiuto e cooperazione sono valori fondanti del nostro Paese.
Ma ci sono situazioni e necessità che non possono essere delegati ai singoli cittadini, associazioni o, come spesso accade, alle famiglie.
E davanti a scempi del genere riecheggia una frase della canzone di Franco Battiato del 1991: “Tra i governanti, quanti perfetti e inutili buffoni! Questo paese è devastato dal dolore… ma non vi danno un po’ di dispiacere quei corpi in terra senza più calore?”
La politica nasce per tutelare il benessere collettivo. Ma se malati gravi sono costretti a scioperare per vivere, che politica è?

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